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Analisi

Un campo da calcio, il senso delle istituzioni e la polemica al posto delle soluzioni

Potenza, Nordio atterra nello stadio, danni al campo: Basilicata Casa Comune, si faccia chiarezza

La vicenda del campo sportivo danneggiato a Potenza a seguito dell’atterraggio dell’elicottero che trasportava il Ministro della Giustizia merita certamente attenzione. Se un bene viene danneggiato, è doveroso accertare i fatti e provvedere al ripristino. Su questo non vi può essere alcun dubbio. Proprio per questo, tuttavia, la questione richiederebbe un approccio rigorosamente istituzionale. In occasione di visite ufficiali di membri del Governo, l’organizzazione logistica e le misure di sicurezza non sono mai rimesse alla discrezionalità del ministro. Esse sono predisposte dalle autorità competenti — Prefettura, forze di sicurezza e strutture tecniche — secondo procedure precise e previa autorizzazione dei luoghi individuati per l’atterraggio. Attribuire direttamente al ministro la responsabilità di un eventuale danno rischia dunque di essere una semplificazione che non tiene conto della complessa catena organizzativa che accompagna ogni evento istituzionale. Vi è poi un ulteriore elemento: il campo interessato non risulta essere di proprietà comunale. In tali casi, il primo soggetto legittimato a segnalare e quantificare il danno è il titolare o gestore dell’impianto. In situazioni di questo tipo, la via più corretta appare quella del confronto istituzionale: verifica tecnica del danno, interlocuzione con la Prefettura — che rappresenta il Governo sul territorio — e individuazione del soggetto eventualmente responsabile. Resta certamente aperta la questione dei tempi. L’urgenza di una soluzione. Le istituzioni, tutte, sono chiamate a custodire non solo le competenze che esercitano, ma anche il linguaggio e il metodo con cui le esercitano. È anche da questo che si misura la qualità della vita pubblica. Se poi si preferisce trasformare ogni questione amministrativa in una polemica da dichiarazione giornalistica, il rischio è che il dibattito scivoli rapidamente dal piano delle istituzioni a quello delle battute. E in quel caso, più che un tavolo istituzionale, basterebbe davvero il bancone di un bar. Del resto, la politica locale, e non solo, ci ricorda spesso in questo tempo una verità semplice: a volte, pur di guadagnare qualche applauso o magari un voto in più, si finisce per sacrificare proprio quella cultura istituzionale che dovrebbe essere la prima responsabilità di chi amministra.

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