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Bucaletto: Latronico indica la strada, Lacorazza sceglie la polemica

Bucaletto: Latronico indica la strada, Lacorazza sceglie la polemica

Legittima vigilanza politica o polemica permanente? Nella sua ultima nota Piero Lacorazza sceglie senza esitazione la seconda strada. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ringrazia l’assessore alla Salute Cosimo Latronico per aver assunto un “impegno chiaro e preciso” sulla riapertura della struttura di prossimità nel quartiere Bucaletto a Potenza e sulla riattivazione del Taxi Sociale. Ma il ringraziamento dura lo spazio di una riga: subito dopo arrivano dubbi e sospetti su risorse “non riscontrate in atti” e su un lavoro definito “silenzioso e prolungato (troppo?)”. Il copione è noto: si riconosce formalmente un passo avanti, poi lo si svuota insinuando che dietro possa esserci il nulla. È una strategia politica legittima ma che rischia di trasformarsi in un riflesso automatico. Perché se davvero – come sostiene Lacorazza – a marzo si potrebbe arrivare ad un protocollo e quindi alla riattivazione dei servizi chiusi da 14 mesi, la priorità dovrebbe essere verificare tempi e atti, non alimentare il sospetto prima ancora che gli impegni si traducano in azioni concrete. Colpisce poi il passaggio sulla “rapidità alla Speedy Gonzales”, evocata per rimarcare presunte lentezze su altri dossier: dal deficit della sanità lucana 2025 alle case di comunità di Potenza, Lagonegro e Maratea, fino agli interventi sugli ospedali. Un elenco lungo, lunghissimo. La verità è che sulla sanità lucana il confronto politico è diventato una gara a chi grida di più, mentre i cittadini attendono soluzioni verificabili e servizi all'altezza. E in questo clima da Picerno a Lacorazza ogni dichiarazione diventa occasione per marcare il territorio più che per costruire un percorso. Il punto centrale resta uno: se davvero Via Verrastro ha individuato le risorse e si prepara a formalizzare un protocollo per Bucaletto e il Taxi Sociale, il banco di prova sarà marzo. Lì si misurerà la concretezza degli impegni. Fino ad allora, il dibattito rischia di oscillare tra ringraziamenti di circostanza e ironie da cartone animato. La politica, specie su temi altamente sensibili come sanità e servizi di prossimità, dovrebbe concedersi meno battute e più atti responsabili. Perché ai cittadini interessa sapere quando riaprirà una struttura, non chi è stato più veloce a commentarla.

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