IL MATTINO
La Rubrica
01.03.2026 - 10:35
Chi brilla: Pasquale Pepe, assessore alle Infrastrutture e vicepresidente della Regione Basilicata. A Matera, tra un applauso e una pacca sulla spalla dal sottosegretario Durigon, Pepe è passato ufficialmente da “assessore diligente” a “ipotetico candidato presidente”. Lo diciamo senza timore: la Basilicata potrebbe avere un timoniere che conosce il percorso a memoria e che sta dimostrando cantiere dopo cantiere, scheda dopo scheda, capacità, visione e leadership. Se il buongiorno si vede dal mattino, qualcuno ha già iniziato a preparare l’alba.
Chi sorprende: Luigi Cerciello Renna, direttore generale di Acquedotto Lucano. Dal suo insediamento sembra maneggiare la complessa orchestra dell’utility lucana senza stonature e con la calma da monaco zen. Complice l'ologramma sfocato dell'Au Andretta, la rivoluzione silenziosa dei conti e dei tubi è già iniziata e per una volta, nel complicato mondo del servizio idrico lucano, la sensazione diffusa è che qualcuno abbia finalmente chiuso il rubinetto delle scuse e aperto quello della responsabilità. Il futuro è in mani sicure.
Chi scivola: Piero Lacorazza, capogruppo Dem. L’occasione era ghiotta: la struttura di prossimità a Bucaletto, la fuga in avanti del forzista Fernando Picerno e la Caritas di Potenza. La lezione arriva puntuale da Cosimo Latronico, assessore regionale alla Salute: mentre Lacorazza perde tempo ad inseguire fantasmi burocratici, Latronico mette ordine e chiude il cerchio con stile. In una nota l'esponente Dem prova a spiegare che “non ha trovato le carte”. Latronico, invece, racconta fatti concreti: impegno preso a maggio, lavoro complesso e silenzioso ma efficace, protocollo pronto e firma prevista a marzo con tanto di ringraziamenti agli uffici competenti. E la differenza, in politica, si vede tutta: c'è chi tenta di alzare polveroni e chi assume pubblicamente un impegno e porta a casa i risultati.
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