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24.02.2026 - 21:16
Matera si prepara a vivere un momento storico: con la designazione a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, la città lucana si apre al mondo come luogo di innovazione, cultura e diplomazia internazionale. La presentazione del programma è avvenuta oggi alla Farnesina, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del sindaco di Matera Antonio Nicoletti, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e della direttrice generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Rita Orlando. «Per troppi anni Matera è stata poco sotto i riflettori – ha dichiarato il ministro Tajani – e sono lieto di presentare questo progetto». Il ministro ha sottolineato come la cultura possa diventare uno strumento di dialogo fondamentale per la pace: «Il Mediterraneo diventa sempre più un cimitero per i migranti, mentre conflitti e terrorismo continuano a colpire l’Africa e il Medio Oriente. L’Italia ha una scelta storica: lavorare per la pace, costruendola attraverso dialogo e collaborazione con tutti gli interlocutori». Tajani ha quindi auspicato che Matera possa diventare un punto di partenza per «messaggi positivi di pace» in tutto il Mediterraneo. Il sindaco Nicoletti ha sottolineato il valore della città come luogo di innovazione e incontro culturale: «La cerimonia inaugurale del progetto si terrà il 20 marzo, nella Giornata internazionale della felicità, in un teatro da troppo tempo in restauro. Sarà un vero cantiere-evento, da cui prenderà avvio un ricco programma di festival, mostre e convegni». Nicoletti ha spiegato che Matera offrirà un’opportunità unica per parlare di comunità internazionali non più in termini di conflitti, ma di dialogo e sviluppo condiviso, rappresentando l’Italia in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo. Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha evidenziato il valore diplomatico della cultura, definendola «forma di diplomazia attiva» capace di rafforzare relazioni tra territori, istituzioni e comunità. La designazione di Matera rappresenta «un’occasione straordinaria per rafforzare la presenza internazionale del territorio e restituire al Mediterraneo la sua secolare funzione di crocevia e incontro tra culture». Il programma culturale si fonda su quattro temi chiave, illustrati da Rita Orlando: stratificazione, per il patrimonio paleolitico della città; isolamenti, che valorizzano le aree interne come luoghi di proposta culturale; lontananza, che trasforma la distanza dai grandi centri in opportunità; e transumanza, legata al movimento di persone e idee che arricchiscono la comunità. Dal 20 marzo Matera ospiterà festival, rassegne cinematografiche e letterarie sul Mediterraneo, mostre dedicate a figure come Mimmo Jodice e Adriano Olivetti, e approfondimenti sull’archeologia medievale. Come ha sottolineato Orlando: «Matera non sarà solo una città, ma una rotta che ci ricorda che il Mediterraneo non è un confine, ma un ponte». Con questo progetto, Matera conferma il suo ruolo di città aperta, capace di creare connessioni internazionali e opportunità culturali, e di rappresentare un esempio di come la cultura possa diventare strumento di dialogo, sviluppo e pace.
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