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Don Giussani verso la beatificazione: conclusa l'inchiesta diocesana per il fondatore di Comunione e Liberazione

Don Giussani verso la beatificazione: conclusa l'inchiesta diocesana per il fondatore di Comunione e Liberazione

don Giussani e Papa Giovanni Paolo II

Si chiude nel segno dell’Ascensione la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione di Luigi Giussani. Un passaggio simbolico e denso di significato per il fondatore di Comunione e Liberazione, che proprio alla solennità dell’Ascensione era particolarmente legato. «La strada per il paradiso l’ha già percorsa. E quella per gli altari ora è più breve», è il sentimento che accompagna questo momento atteso da anni dai membri del movimento. L’annuncio ufficiale è arrivato dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, durante la messa in memoria di don Giussani. La celebrazione conclusiva dell’inchiesta diocesana si terrà il 14 maggio alle ore 17 nella Basilica di Sant'Ambrogio, cuore della Chiesa ambrosiana. Sarà l’atto formale che chiuderà un lavoro durato oltre un decennio, nel quale sono state raccolte circa 80 testimonianze e un’ampia documentazione sulla vita e gli scritti del sacerdote lombardo. Nato a Desio nel 1922 e morto a Milano il 22 febbraio 2005 don Giussani è stato insegnante al liceo Berchet e poi all’Università Cattolica del Sacro Cuore, teologo e scrittore. «Un sacerdote ambrosiano, innamorato della nostra Chiesa — ha ricordato Delpini —. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio». La sua proposta educativa e spirituale, centrata sull’incontro personale con Cristo, ha segnato generazioni di giovani e dato origine a un movimento diffuso in numerosi Paesi. L’iter canonico era stato avviato nel 2012 su iniziativa dell’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, accogliendo la richiesta della Fraternità di Comunione e Liberazione. Si è aperta così la fase documentale: due teologi hanno esaminato gli scritti pubblicati di don Giussani per verificarne l’ortodossia in materia di fede e morale e per metterne in luce il pensiero teologico e la spiritualità. Parallelamente, una Commissione storica ha raccolto e ordinato tutto il materiale utile a ricostruirne la vita e a valutarne la rilevanza ecclesiale. «Siamo commossi e grati», ha dichiarato il presidente di Comunione e Liberazione, Davide Prosperi, commentando la conclusione dell’inchiesta. Per il popolo di CL e per molti fedeli ambrosiani si tratta di uno snodo decisivo: la causa entra ora nella sua fase romana, mentre la memoria di don Giussani continua a essere viva nella Chiesa di Milano e ben oltre i suoi confini.

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