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Melfi, il sindaco Maglione chiede alla Camera il ripristino del Tribunale soppresso nel 2012

Il primo cittadino intende presentare un documento nel quale verrà dimostrato come la chiusura del presidio melfitano abbia prodotto un vuoto di tutela in una zona strategica come quella del Vulture-Melfese

Tribunale di Melfi: dalla Regione Basilicata nessun segno di collaborazione. Il M5s lucano tiene alta la guardia

L'ex tribunale di Melfi

Il sindaco di Melfi (Potenza), Giuseppe Maglione, ha chiesto un'audizione alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati per il ripristino del Tribunale della città normanna, soppresso nel 2012. A chiedere di essere ascoltati anche il presidente della giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi, e il presidente del Comitato promotore, Gerardo Di Ciommo. "Un fronte unito - ha spiegato Maglione - per restituire al territorio un presidio di legalità fondamentale. Non chiediamo un privilegio, ma il ripristino di un diritto". Maglione intende presentare un documento nel quale verrà dimostrato "come la chiusura del presidio melfitano abbia prodotto un vuoto di tutela in un'area, quella del Vulture-Melfese, che rappresenta il cuore produttivo e industriale della regione. La giustizia di prossimità è l'unico strumento per garantire tempi certi e legalità in un territorio densamente popolato e produttivo". Tra i punti chiave dell'istanza presentata "i disservizi seguiti alla chiusura, con aumento dei costi e dei tempi della giustizia dopo l'accorpamento; il ruolo di Melfi come polo industriale di rilievo nazionale; la necessità di garantire l'accesso alla giustizia e l'efficienza amministrativa". "E' - ha spiegato l'avvocato Di Ciommo - un contributo istruttorio serio e documentato. Il ripristino è tecnicamente possibile e giuridicamente doveroso per decongestionare uffici oggi sovraccarichi e ridare dignità ai cittadini e agli operatori del diritto".

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