IL MATTINO
Le Olimpiadi
05.02.2026 - 11:09
Open to meravigli”, nessun errore di grammatica o di citazione ma un omaggio ad una delle strade più eleganti della protagonista maggiormente attesa delle prossime Olimpiadi: Milano. La città è da sempre abituata alle luci dei riflettori, le cerca come una falena ma stavolta l’obiettivo è evitare di emulare la fine dell’insetto notturno. I rischi, purtroppo, sembrano esserci tutti. Facciamo un passo indietro di 7 anni, torniamo al 2019, anno di assegnazione dei Giochi Olimpici. Sostenibilità ambientale ed
economica era stata la parola d’ordine del duo Milano - Cortina. Dopo 7 anni, a ventiquattro ore dalla cerimonia inaugurale, possiamo affermare, per usare una metafora scolastica, che lo svolgimento del tema è andato fuori traccia. La stima inziale dei costi era di € 1,4 miliardi di cui si sarebbero fatti carico Veneto, Lombardia e gli sponsor. L’ultima stima dei costi invece è € 5,7 miliardi e sarà lo Stato che dovrà coprire la differenza. Considerando quello che è successo con i debiti delle Olimpiadi di Torino 2006 che dire? “Good luck, baby”, per citare un recente successo discografico. Una fortuna che invece, purtroppo, la notte dell’8 gennaio non ha avuto Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, morto di freddo, fatica e lavoro, nel gabbiotto del palazzetto del ghiaccio di Cortina. La struttura rientra tra quelle che verranno consegnate in tempo per le gare, 1/3 rispetto a quante commissionate, ma personalmente avrei barattato volentieri la conclusione dell’opera con la vita di Pietro, ennesima morte sul lavoro, vittima di un mercato sempre più cinico e distorto. Se sostenibilità umana ed economica, con queste Olimpiadi, hanno assunto un nuovo significato, non è andata meglio sul versante ambientale. L’eredità, la “legacy” come si direbbe qui, dei Giochi invernali è fatta di cemento, sbancamenti e alberi tagliati. Dalla ormai celebre pista da bob di Cortina d’Ampezzo, passando per il gigantesco parcheggio di Livigno, per concludere con l’Arena Santa Giulia a Milano. Le ombre, dunque, non mancano. Ma è davvero solo questo il bilancio dei Giochi Olimpici? Tutti ci auguriamo di no! La speranza è che le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 rappresentino un’importante occasione di sviluppo economico, infrastrutturale e culturale, capace di lasciare un’eredità duratura ai territori coinvolti. Un dato certo è che la staffetta della fiamma olimpica ha acceso l’entusiasmo delle comunità lungo tutto il suo percorso risvegliando un’euforia contagiosa, capace di unire generazioni diverse. Il viaggio era cominciato lo scorso 25 novembre nell'antica città di Olimpia, in Grecia, da cui tutto ebbe inizio nel 776 a.C. e si conclude oggi, 5 febbraio, a Milano. Che città accoglie la fiamma ed i Giochi? A mio avviso, una metropoli europea che si trova a fronteggiare gli stessi problemi di altre realtà, dalla sovrappopolazione urbana alla sicurezza. La capitale economica italiana non era il paradiso che veniva dipinto fino a qualche decennio fa, non è l’inferno di cui si parla adesso. Vivo in questa città da ormai 20 anni e le devo tutto dal punto di vista professionale perché mi ha accolta e per ben due volte mi ha dato ciò che altre realtà non riuscivano ad offrirmi: una possibilità senza dover accettare compromessi. Mi ha insegnato il rispetto per gli impegni presi e per il lavoro, l’importanza dei sacrifici e l’ambizione di aspirare al meglio, al “top” ma sempre in modo razionale, rimanendo con i piedi ben saldi per terra. Proprio per tali ragioni credo che per questa occasione, Milano sfoggerà il suo volto migliore, senza mostrare crepe, per cancellare le difficoltà e l’immagine non esaltante a cui viene associata da qualche tempo. Lo farà a cominciare da quello che viene rappresentato come il suo tallone d’Achille: la sicurezza, trasformandosi in una “fortezza” per accogliere atleti, delegazioni e tifosi da tutto il mondo. Le aree in cui si svolgeranno gli eventi saranno di volta in volta chiuse, così come le metropolitane e i mezzi di superficie, i servizi di taxi e sharing, i cestini rimossi o svuotati ed i tombini messi in sicurezza, il tutto
nel rispetto dei piani condivisi dalle nostre forze dell’ordine, capaci di garantire la sicurezza, senza necessità di intromissioni straniere. Il successo dei giochi si misurerà però dal coinvolgimento del pubblico, motivo per cui gli orari dei mezzi sono stati estesi fino alle 2:00 di notte così come alcune linee verranno dedicate al raggiungimento delle aree sede dei vari eventi, a cominciare dallo stadio San Siro, che sarà lo scenario della cerimonia di inaugurazione. Tanti gli artisti coinvolti, alcuni assolutamente evitabili, come Andrea Bocelli e Laura Pausini sempre più stantii a livello artistico e paraculi per l’impegno “sociale” ma che nonostante, o forse proprio per questo, sono in continua sovraesposizione mediatica. L’esatto opposto di Ghali che ha creato scompiglio prima ancora di salire sul palco per il timore che possa dire qualcosa di sgradito ad Israele replicando quanto fatto al festival di Sanremo 2024 quando fu uno dei primi a parlare di genocidio a Gaza. Nel “day before” dalla cerimonia inaugurale quindi Milano si prepara alla sua “notte prima degli esami”, sempre più consapevole del ruolo centrale che occupa nell’innovazione, nel design, nell’essere il biglietto da visita di una nuova visione dell’Italia. Una città che nonostante tutto va avanti perché, come diceva Lucio Dalla, è “come un uccello gli sparino ma anche riprende il volo, Milano perduta dal cielo
tra la vita e la morte continua il tuo mistero”. Proprio da Milano per il momento è tutto, buone Olimpiadi!
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