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Potenza, sei mesi dopo: le deleghe di Torlo cercano casa e la politica prende tempo

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Municipio di Potenza

“Campa cavallo che l’erba cresce.” Più che un proverbio a Potenza sembra un modus operandi. La questione Torlo va affrontata ed anche in fretta. A ricordarlo, con un video messaggio di fine anno affidato ai social, è stato il presidente del Consiglio comunale Pierluigi Smaldone. Senza troppi giri di parole. Enrico Torlo, nominato assessore dal sindaco Vincenzo Telesca nel luglio del 2024 è scomparso prematuramente nel mese di giugno dello scorso anno. Una perdita umana e politica che ha lasciato un vuoto evidente. Torlo aveva assunto con serietà e senso di responsabilità deleghe tutt’altro che decorative: urbanistica, lavori pubblici, condono e ricostruzione. Un pacchetto pesante, di quelli che incidono sulla vita reale della città. Da allora, però, quelle deleghe sembrano orfane, in cerca di una nuova collocazione, sospese in una specie di purgatorio istituzionale. Sono passati oltre sei mesi. Eppure tutto è rimasto fermo, immobile, come se il tempo politico avesse deciso di prendersi una lunga pausa caffè. Il punto, ovviamente, è politico. Perché bisogna anche ripristinare gli equilibri nella maggioranza di centrosinistra. Espressione elegante, quasi poetica, che tradotta significa: attenzione a chi prende cosa, a chi perde cosa e a chi potrebbe sentirsi scavalcato. Torlo, infatti, era espressione della compagine a sostegno di Smaldone. E ogni sostituzione, si sa, non è mai una semplice sostituzione: è una partita a scacchi giocata con i nervi scoperti. Il messaggio social di Smaldone ha almeno il merito di aver messo nero su bianco ciò che da mesi è sotto gli occhi di tutti: sì, il problema esiste. Sì, forse è arrivato il momento di affrontarlo. La domanda, però, resta inevitabile e un po’ beffarda: dopo oltre sei mesi, i tempi sono davvero maturi? O siamo ancora nella fase dell’attesa strategica, quella in cui si spera che, a forza di aspettare, la questione si risolva da sola?

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