IL MATTINO
Il caso
08.01.2026 - 12:18
Secondo alcuni l’Amministrazione comunale avrebbe finalmente messo mano alla viabilità verso il centro. L’entusiasmo della rivoluzione, a dir poco encomiabile, sarebbe un nuovo senso unico che da Corso Garibaldi conduce a Corso Umberto passando per Piazza XVIII Agosto. Non siamo su Scherzi a parte. Siamo a Potenza, capoluogo di regione. La rivoluzione, però, ha contorni piuttosto originali. Nessun confronto pubblico, nessuna analisi visibile su flussi, orografia e criticità di una città che vive di salite, discese e collegamenti già complessi. Il risultato? Una viabilità che divide. Letteralmente. Qualcuno, forse, si sarà ispirato vagamente all’episodio biblico di Mosè? Una città separata in due blocchi distinti, con automobilisti costretti a lunghi percorsi iniziatici per attraversarla. Con la differenza che, qui, c’è sì un popolo da salvare, ma dal girare a vuoto. Certo, qualcuno rivendica la creazione di nuovi parcheggi. Peccato che, nel frattempo, aumentino i tempi di percorrenza, i consumi, le emissioni di CO₂ e la sensazione diffusa di muoversi in un gigantesco esperimento di viabilità creativa. Un dettaglio curioso, soprattutto per un’amministrazione che si ispira al “green deal” europeo. E mentre si celebra la rivoluzione, resta un interrogativo tutt’altro che teorico: un mezzo di emergenza che da Piazza Prefettura deve raggiungere Santa Croce, oggi, quale percorso dovrebbe seguire? E con quali tempi? Forse la risposta arriverà nella prossima puntata. Nel frattempo, Potenza sperimenta. I cittadini, come sempre, partecipano. Da cavie.
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