Cerca

Il tour elettorale

Foggia chiude la traversata di Conte in Puglia: «Siamo il primo partito al Sud»

Il capoluogo dauno non è da meno nell'accogliere in maniera calorosa ed entusiasta la traversata delle leader del Movimento 5 Stelle tra la gente, sempre più numerosa agli appuntamenti della sua campagna elettorale. Duemila le persone in piazza. «Emozione unica», dice l'eurodeputato pentastellato foggiano Mario Furore

"Gli ultimi sondaggi ci danno in forte crescita: addirittura al Sud siamo il primo partito. Questo significa che gli esperti ci stanno dicendo che nei collegi uninominali siamo i piu' competitivi", insiste Conte che ora incalza il Pd, anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. "Con una manovra cinica e opportunistica, hanno fatto harakiri.

Giuseppe Conte continua la sua campagna elettorale nel Sud con l'obiettivo di rendere il voto del Movimento indispensabile per tentare di sovvertire gli ultimi sondaggi che prevedevano l'affermazione del centrodestra. Foggia chiude la sua instancabile giornata in Puglia. Il capoluogo dauno non è da meno nell'accogliere in maniera calorosa ed entusiasta la traversata delle leader del Movimento 5 Stelle tra la gente, sempre più numerosa agli appuntamenti della sua campagna elettorale. Duemila le persone in piazza. «Emozione unica», dice l'eurodeputato pentastellato foggiano Mario Furore.  "Per contrastare le destre nei collegi uninominali al Centro e al Sud bisogna votare il Movimento 5 Stelle", ripete ormai da giorni ed ancora di piu' ora che ha lanciato l'offensiva finale del suo tour nel Mezzogiorno. Ieri ha percorso in lungo e in largo la Puglia, non solo la sua regione, ma il territorio dove ha incassato l'endorsement del governatore: "Emiliano ha detto una cosa oggettiva: chi vota noi non vota la Meloni. "Ho gia' detto che non faremo accordi con Fdi. E' chiaro che il nostro voto contribuisce a tenere lontane le destre" dice  il presidente del M5S . Da oggi a sabato prossimo sara' in Sicilia, con anche una 'toccata e fuga' a Reggio Calabria. "Gli ultimi sondaggi ci danno in forte crescita: addirittura al Sud siamo il primo partito. Questo significa che gli esperti ci stanno dicendo che nei collegi uninominali siamo i piu' competitivi" insiste Conte che ora incalza il Pd, anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. "Con una manovra cinica e opportunistica, hanno fatto harakiri. Tutti andavano bene, tranne il M5S: c'e' stata una deliberata volonta' di emarginarci e di approfittare del residuo consenso elettorale. Erano convinti che fossimo in picchiata, ma si sono illusi, e adesso devono prendere atto che questa strategia politica e' stata fallimentare: i sondaggi ci danno in grande crescita". Forte di queste indicazioni nelle sue mani, ne approfitta per 'vendicare' l'onore ferito: "Con questo vertice del Pd non c'e' possibilita' di sederci ad un tavolo, all'indomani del voto, e fare finta di niente con un 'embrasson nous', con una pacca sulle spalle". Non e' solo questione di immaginare e mettere nel conto la prospettiva di un eventuale cambio di segreteria nel Pd, "ipotesi" per ora non in campo. "Il problema non e' Letta ma vedere quale sarebbe in caso il nuovo vertice, quale sarebbe il programma, l'agenda, se la proposta fosse l'agenda Draghi, o del migliore dei migliori di Draghi, sarebbe impensabile". Il M5s si vuole presentare quindi all'elettorato come la forza politica che corre da sola, che dice no alle "larghe intese" e al "campo largo", proprio mentre anche il Pd tenta la rimonta e accusa Azione e i 5 Stelle di volerli cancellare: "Stiamo combattendo una battaglia doppia e impegnativa. Rilanciamo la nostra leadership nell'elettorato progressista", lo sfida Letta. Intanto, pero', Pd e M5s si scambiano accuse sul nuovo giallo che tormenta gli ultimi giorni della campagna elettorale: il voto che ha reso possibile l'abolizione del tetto agli stipendi dei manager della pubblica amministrazione. Letta plaude l'impegno di Draghi ad intervenire per reintrodurre il tetto e Conte sibila: "Eppure l'avete votato, Enrico. Un bel tacer non fu mai scritto...". Anche in questo caso il leader pentastellato ne approfitta per replicare alle accuse di irresponsabilita' per aver anteposto il Superbonus all'urgenza di approvare il decreto aiuti: "adesso pero' si puo' perdere qualche giorno, perche' dobbiamo ritornare al Senato per cancellare questa norma che e' una vergogna".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione