Un progetto corale che mette in relazione natura, musei e territorio, scandendo aperture e chiusure delle sedi espositive in base ai ritmi agricoli. Un racconto condiviso che attraversa la Basilicata e che prende forma attraverso sezioni dedicate al mito, alla memoria e alla cultura del lavoro rurale.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuove tappe a Melfi, Grumento e al Museo Diocesano di Matera, seguendo le fasi della fioritura, della mietitura e della nuova semina. Un viaggio che invita a leggere la Basilicata come un unico grande paesaggio narrativo, in cui ogni stagione diventa capitolo di una storia comune.
Fa tappa a Tricarico il progetto espositivo diffuso Le dee del grano. L’appuntamento è per mercoledì 5 febbraio alle ore 17:00 presso il Museo di Palazzo Ducale, con l’apertura della sezione “Terra, lavoro e pane. Forme dell’abitare nel mondo rurale”. La nuova inaugurazione si inserisce simbolicamente nel periodo del vuoto vegetativo, seguendo il ciclo del grano avviato il 20 dicembre 2025 con la semina e le prime aperture a Matera, Metaponto, Policoro e Potenza.
Le dee del grano è un progetto corale che mette in relazione natura, musei e territorio, scandendo aperture e chiusure delle sedi espositive in base ai ritmi agricoli. Un racconto condiviso che attraversa la Basilicata e che prende forma attraverso sezioni dedicate al mito, alla memoria e alla cultura del lavoro rurale.
La tappa di Tricarico approfondisce il rapporto tra terra e abitare, raccontando un mondo in cui la fatica agricola, gli attrezzi del lavoro e il paesaggio costruiscono un sistema di appartenenza profondo. Dall’esterno dei campi si passa agli spazi domestici, dove la trasformazione del cibo scandisce il tempo quotidiano e rivela una cultura della parsimonia e del gesto preciso. Al centro del percorso emergono pane e vino, non solo come alimenti, ma come simboli di giustizia, condivisione e comunità.
Il racconto si apre infine alla dimensione del sacro, presente in ex-voto, amuleti e immagini devozionali che restituiscono una religiosità diffusa, nata dal bisogno di protezione e di senso. Questo dialogo tra materia e spiritualità trova una forte eco nelle fotografie in bianco e nero di Luigi Spina, che con cinquanta scatti indaga l’identità degli oggetti e dei segni del pane, mettendoli in relazione visiva con il paesaggio di Matera.
In linea con lo spirito del progetto, la visita alla mostra sarà seguita da un momento conviviale, una degustazione che celebra il valore simbolico del pane e del vino come segni di appartenenza culturale.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuove tappe a Melfi, Grumento e al Museo Diocesano di Matera, seguendo le fasi della fioritura, della mietitura e della nuova semina. Un viaggio che invita a leggere la Basilicata come un unico grande paesaggio narrativo, in cui ogni stagione diventa capitolo di una storia comune. Ingresso libero.
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