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Fase 2

Covid-19 e bambini: tutto quello che c'è da sapere

Le mascherine più adatte ai piccoli. I rischi di contagio. Raffreddori e febbre al tempo del coronavirus. Come comportarsi? Ecco le risposte

Dopo la prima settimana della fase 2, cominciamo forse a vedere una luce in fondo alla quarantena e a sperare di tornare a una vita quasi normale, se pure facendo i conti con distanze, regole e mascherine. Dopo quasi due mesi di lockdown, i bambini possono finalmente ricominciare a uscire per fare brevi attività all’aria aperta, ma questo accresce l'ansia di tanti genitori. Le domande più frequenti sono: Quali sono le mascherine più adatte ai bambini? E' vero che i piccoli non si ammalano di Covid 19? Come dobbiamo comportarci in questo periodo con eventuali raffreddori, febbre e altre malattie infantili? Ad oggi l’obbligo della mascherina è fissato per i bambini dai sei anni in su; questo perché risulterebbe molto difficile far indossare una mascherina a bambini più piccoli ed impedire loro di toccarla o toglierla. Inoltre, è molto importante che le mascherine siano state concepite proprio per i più piccoli, quindi siano pediatriche, certificate, traspiranti, cioè fatte di materiali che non arrechino particolare fastidio ai bambini e, che aderiscano perfettamente al viso dei piccoli. Non è consigliato utilizzare mascherine fai da te, se non si è sicuri del poter filtrante, se non si può fare altrimenti, sarebbe opportuno che queste vengano prodotte con diversi strati di tessuto filtrante e allo stesso tempo risultino confortevoli. Un altro dubbio che affligge i genitori è se i bambini siano più o meno colpiti dal virus. Si è potuto appurare, che dall’inizio dell’emergenza, i casi di contagi di bambini sia stato molto basso, e qualora fossero stati contagiati abbiano avuto sintomi piuttosto lievi, si pensa che avvenga questo perché probabilmente i bambini hanno una minore quantità dei recettori necessari per l’aggancio del virus, o una loro immaturità, che rendono più difficile al virus entrare nell’organismo; inoltre nei bambini si ha una risposta immunitaria meno violenta con conseguente minore infiammazione del polmone. Infine, è comune per un genitore allarmarsi se dovessero presentarsi sintomi riconducibili ad un contagio, come: raffreddore, febbre, tosse; il modo di comportarsi è quello standard, quindi procedere come al solito con lavaggi nasali, e mantenere una buona idratazione del bambino; qualora si sospettasse un contagio, ci si può rivolgere al pediatra che saprà consigliare cosa fare. Una piccola nota sulla questione vaccini: le vaccinazioni sono appuntamenti fondamentali da rispettare, per non correre rischi aggiuntivi di salute, quindi vanno rispettati con regolarità.

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