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Storie di volontari lucani/1

Coronavirus. L'emergenza attraverso il racconto della Protezione civile di Genzano di Lucania

Sono migliaia in tutta la Regione e si occupano di far fronte alle esigenze della popolazione, tra questi le tute gialle del paese lucano, uno tra i primi ad essere colpiti dal Covid-19

Sin dalle prime ore dell’emergenza, un esercito di volontari ha cercato di dare stabilità ad uno Stato ferito e in preda al panico. Una truppa silenziosa formata da uomini e donne comuni, professionisti e appassionati, che hanno deciso di essere in prima linea per affrontare l’emergenza e per far fronte alle esigenze di chi si trova in difficoltà. Angelo Borrelli e le tute gialle della Protezione civile sono diventati ancor più familiari a tutti gli italiani, in un rapporto di intensa fiducia che si intensifica nei piccoli centri dove il contatto è ancor più intimo. Lo sanno bene a Genzano di Lucania, comune di circa 5.700 abitanti che ha fronteggiato l’emergenza sin dai primi giorni di marzo. Il gruppo dei volontari di Protezione civile ha dovuto convivere con il Covid-19 sin da subito, due giovani del posto rientrati dal Nord ad inizio marzo, sono purtroppo risultati positivi. Genzano è uno snodo molto importante per i trasporti lucani, molti sono gli autobus che arrivano e partono per il Nord, molti i treni che arrivano dalla vicina Puglia, fondamentale sin dalle prime ore è stato il monitoraggio delle stazioni e delle fermate. L’assistenza domiciliare agli anziani e alle famiglie, prosegue anche in questi giorni garantendo il servizio di ritiro spesa dalle attività commerciali e ritiro farmaci presso le farmacie. La distribuzione delle mascherine porta a porta, il ritiro farmaci speciali presso l’ospedale di Venosa, la consegna dei tablet ai ragazzi della scuola, la spesa sospesa, nata per far fronte alle difficoltà economiche delle famiglie, senza dimenticare le continue sanificazioni del centro abitato e il presidio durante gli orari di apertura dell’ufficio postale sono solo alcune delle attività che il gruppo porta avanti da più di un mese. «La giornata tipo di un volontariato – racconta il vice presidente Maria Grazia Turiello - non ha ore di lavoro ben stabilite perché viste le emergenze che possono capitare, dalla chiamata di un anziano che ha bisogno di spesa o un farmaco, all’avviso improvviso dell’amministrazione che ci chiede di far fronte a qualsiasi richiesta, siamo sempre attivi. Quello che facciamo tutti i giorni è il ritiro mascherine e smistamento, consegna domiciliare di beni di prima necessità ai richiedenti, giri di perlustrazione su tutto il territorio per individuare e d evitare assembramenti fino alla sera. Sono fiera dei miei colleghi volontari e del lavoro instancabile che stanno facendo». In questi giorni di emergenza, quello che si riscontra è però l’aumento dei volontari, gente che lascia a casa le proprie famiglie per dare agli altri un contributo fondamentale. «Come presidente della Protezione civile di Genzano – afferma Francesco De Feudis - premetto che non mi sarei mai aspettato di dover affrontare un'emergenza così grave. Ricordo che Genzano è stato uno dei primi paesi della Basilicata a dover fronteggiare il "nemico" nelle proprie mura. Grazie all'impegno e allo spirito di sacrificio di tutti i miei volontari, compresi i nuovi iscritti, stiamo riuscendo a stare vicino a tutti i cittadini in qualsiasi momento. A loro va il mio ringraziamento più grande, sono orgoglioso di far parte di questa meravigliosa famiglia». Nei prossimi giorni i volontari, distribuiranno 600 uova pasquali, acquistate dagli amministratori comunali, a tutti i bambini che risiedono a Genzano per regalare a loro che, più di tutti soffrono questi giorni di quarantena, almeno un sorriso in uno dei giorni più importanti dell’anno.

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