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Ieri Riccardo Bramante ha ucciso il cognato Antonio Di Mauro a largo di Vieste

«Muoviti, pulisci il sangue di Antonio»: arrestato il pescatore di Vieste

Qualche giorno prima - sempre a detta del testimone - lo stesso era stato minacciato dall'assassino. «Se continui a portarti in barca Antonio ti faccio fare la sua stessa fine» - gli avrebbe ripetuto più volte incontrandolo al porto. Raccolta la denuncia i carabinieri si sono messi si da subito sulle tracce dell'assassino: non hanno avuto alcuna difficoltà nel trovarlo. Bramante, infatti, era comodamente seduto in un bar del centro cittadino intento a sorseggiare una birra

«Muoviti, pulisci il sangue di Antonio»: arrestato il pescatore di Vieste

Verso le sette del mattino si è avvicinato al peschereccio della vittima e dell'amico Riccardo Bramante e che, dopo avergli chiesto informazioni sulle sue reti, si è allontanato. Dopo circa mezz'ora è tornato, si è accostato alla loro imbarcazione, ha legato con una corda le due barche ed ha impugnato un fucile da caccia nascosto e, dopo aver intimato al testimone di abbassarsi, ha esploso il colpo mortale all'indirizzo di Di Mauro attingendolo all'altezza del petto. A quel punto Bramante ha gettato il cadavere in mare. La vittima indossava uno scafandro, pertanto il corpo si è inabissato in pochi istanti. Non pago Bramante ha continuato a minacciare il testimone, assicurandosi che quest'ultimo non si gettasse in mare per recuperare l'amico. Non solo lo ha anche costretto a ripulire l'imbarcazione sporca del sangue della vittima. Poi si è allontanato.

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