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La mafia? Per il deputato foggiano Lovecchio è silenzio e solitudine

Il parlamentare pentastellato ha partecipato all'incontro presso l'Università di Foggia con Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, e Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

La mafia? Per il deputato foggiano Lovecchio è silenzio e solitudine

Il deputato foggiano del M5S Giorgio Lovecchio all'incontro

Di mafia «è tempo di parlare e di parlarsi», ma per uscirne è anzitutto tempo di collaborare, « agire, a partire dal mondo imprenditoriale, per giungere all'ultimo dei cittadini; offrire opportunità ai giovani, rigenerare il tessuto economico e sociale di una provincia 'difficile' come quella di Foggia. 

Silenzio e solitudine: è, sostanzialmente, questo l'humus della mafia che individua il deputato foggiano del Movimento 5 Stelle Giorgio Lovecchio; che ha preso parte «con grande interesse» - dice - all'incontro tenuto presso l'università di Foggia con con Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, col prefetto di Foggia Carmine Esposito, i procuratori Roberto Rossi, Antonio Laronga e Ludovico Vaccaro e il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Gatti. La mafia si nutre di silenzi, per questo, esorta il parlamentare pentastellato, «è  tempo di parlare e di parlarsi. Di discorrere di mafia, che è un fenomeno visibile e purtroppo esistente e concreto. Parlare di mafia significa iniziare a collaborare, ad interagire ed è bello che questo avvenga in un'aula universitaria, dove si formano le coscienze, ma soprattutto dove si forgiano i professionisti di domani». Ma per uscire dal tunnel della mafia occorre soprattutto superare la solitudine in cui si consuma l'azione istituzionale, imprenditoriale, sociale. «Non ci si deve limitare a parlare- dice Giorgio Lovecchio -. Occorre una coscienza collettiva. Si deve agire, a partire dal mondo imprenditoriale, per giungere all'ultimo dei cittadini.  Serve un cambiamento culturale, bisogna abbandonare ogni logica di compromesso, offrire opportunità ai giovani, rigenerare il tessuto economico e sociale di una provincia 'difficile' come quella di Foggia.  Ho grande fiducia nelle istituzioni, ma serve una sinergia con cittadini, dirigenti, politici. La mafia non è solo quella che spara, che commette attentati. La mafia è quella che prende decisioni, che sottomette le pubbliche amministrazioni, che contribuisce a creare un tessuto sociale distruttivo, che senza una sinergia concreta non potrà mai tornare sulla retta via».

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