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Nella terra degli ultimi, ha ancora senso restare?

Nella terra degli ultimi, ha ancora senso restare?

La Capitanata

Tra tutte le province italiane, Foggia è quella in cui si vive peggio. La consapevolezza di essere precipitati all’ultimo posto nella classifica della qualità della vita, pubblicata da “Il Sole 24 ore”, anticipa amaramente il bilancio di un altro anno che sta per compiersi senza registrare alcun progresso, anzi! Le forze politiche faranno a gara nell’additarsi rispettivamente le colpe. Quanti reggono il timone dell’economia e delle istituzioni inviteranno a spostare la lente d’ingrandimento sulle tante virate che hanno tentato di imprimere a una navigazione oggettivamente insidiosa. Eppure, non è servito a evitarci il naufragio certificato dall’indagine del più autorevole giornale economico italiano. Di fatti, l’economia foggiana ristagna, la disoccupazione va a braccetto con la disperazione e, con essa, imbocca i pericolosi sentieri della delinquenza che, non a caso evidentemente, in questi giorni torna a manifestarsi con maggiore prepotenza. Persino l’antidodo della cultura è, per dirla con Foscolo, paragonata non a caso alla speranza, “ultima dea che fugge i sepolcri”: la propensione alla lettura dei foggiani è di molto surclassata dal languorio per un bel piatto di spaghetti.  Sicché, la domanda definitiva che insorge è: ma, in questa terra degli ultimi, ha ancora senso restare? Soprattutto chi, nel mezzo del cammin della propria vita, è chiamato a gettare lo sguardo oltre questa selva oscura, inevitabilmente si chiede se è davvero questa la terra da cui potranno fiorire opportunità per i propri figli.

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Commenti all'articolo

  • flora

    04 Marzo 2014 - 19:51

    Ho letto con tristezza "Nella terra degli ultimi, ha ancora senso restare?,Mi rifiuto di accettare questo "necrologio" anticipato della morte della mia città. Sì sarà anche vero che nell'ultimo decennio la realtà foggiana è peggiorata, ma non è tutto perduto,credimi Antonio:sto lontana da 6 anni,ma so che ci sono ancora delle menti valenti,persone che non abbandonano Foggia "la capitale della Daunia" e cercano ognuno nel loro piccolo di risvegliare le coscienze. Ci sono ragazzi che per leggere un libro restano ore in biblioteca e che nonostante la grande fuga verso le università del nord, resistono nel nostro Ateneo.La risposta che voglio dare a te e a quanti pensano di lasciare la città è solo una :Foggia non si lascia e bisogna credere nelle sue possibilità di rinascita!Ad maiora

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