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Petrolgate: la Corte di Appello di Potenza assolve Eni, “Il fatto non costituisce reato”

A Potenza si è chiuso il processo di secondo grado sul cosiddetto “Petrolgate”, relativo allo smaltimento dei reflui derivanti dalle estrazioni petrolifere in Val d’Agri, con una sentenza che ribalta quella di primo grado. La Corte di Appello ha assolto Eni e altri sette imputati, tra cui sei dipendenti della compagnia e un ex dirigente della Regione Basilicata, stabilendo che “il fatto non costituisce reato”

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Il Palazzo di Giustizia a Potenza

Il procedimento, avviato nel 2016 dalla Procura della Repubblica di Potenza, aveva suscitato grande attenzione mediatica anche a livello nazionale. Nell’ambito dell’inchiesta due vasche di stoccaggio e un pozzo erano stati sequestrati determinando la sospensione per quattro mesi delle attività del Centro Olio Cova di Viggiano. La sentenza di Appello ha annullato la condanna inflitta in primo grado nel marzo 2021: Eni era stata multata di 700 mila euro e soggetta alla confisca di 44,2 milioni di euro come presunto profitto del reato, importo dal quale sarebbero stati detratti i costi sostenuti per adeguare il Centro Olio nel 2016. Secondo l’accusa, la compagnia avrebbe smaltito impropriamente tonnellate di reflui delle attività estrattive: una parte reiniettata attraverso il pozzo Costa Molina 2 e un’altra trasportata con autobotti verso impianti di smaltimento, risparmiando milioni grazie a un codice CER considerato errato

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