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Il caso

Cure Covid a casa, il Tar boccia Speranza. Meloni chiede la sua testa: «È chiaro che non può rimanere un minuto di più»

Stop a paracetamolo e vigile attesa. Il Tar del Lazio sospende la circolare del Ministero della Salute che parla di "vigilante attesa con paracetamolo" per i pazienti positivi al Coronavirus in isolamento a casa.

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da sinistra: Giorgia Meloni e Roberto Speranza

Si annulla quindi la Circolare del Ministero della Salute aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, oltre a prevedere la “vigilante attesa” nei primi giorni d’insorgenza della malattia, pone anche indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid. Fdi chiede le dimissioni di Roberto Speranza: «Mario Draghi e le forze di maggioranza prendano atto del fallimento»

Il Tar "libera" i medici dalle stringenti linee guida del ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, e dà loro facoltà di curare i pazienti nel modo in cui ritengono più opportuno. Una terapia standard per curare il Covid ad oggi non esiste, ma le linee stringenti del ministro legavano le mani ai medici. Il contenuto della nota ministeriale con la quale, in merito alla gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2, si prevede una “vigilante attesa” e la somministrazione di Fans e Paracetamolo, “si pone in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalle deontologia professionale”. E’ quanto scrive il Tar del Lazio in una sentenza con la quale ha accolto un ricorso del Comitato Cura Domiciliare Covid-19. Il Tar annulla la Circolare nella parte in cui prevede “la vigilante attesa” nei primi giorni della malattia e pone indicazioni di non utilizzo di farmaci. Il ricorso è firmato dal presidente e avvocato Erich Grimaldi e dall’avvocato Valentina Piraino. Si annulla quindi la Circolare del Ministero della Salute aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, oltre a prevedere la “vigilante attesa” nei primi giorni d’insorgenza della malattia, pone anche indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid. Una cura ad oggi non esiste ma un approccio si. Claudio Circelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), ha commentato così, in un'intervista all'Ansa​, la notizia della decisione del Tar: «Ha ragione quando ribadisce la libertà del medico di poter prescrivere i farmaci necessari, tuttavia nella prescrizione dei farmaci il medico deve attenersi alle raccomandazioni presenti e alle buone pratiche cliniche che obbligano a prescrivere in una prima fase farmaci sintomatici e non altri medicinali come antibiotici, anticoagulanti e cortisonici che vanno prescritti in caso di peggioramento e ricovero ospedaliero». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha così commentato la notizia: «Dopo due anni di fallimenti conclamati la sentenza del Tar del Lazio mette una pietra tombale sull'operato del Ministro Speranza, che ha la grande responsabilità di non aver mai voluto ascoltare le numerosissime esperienze cliniche portate dai medici di base. È chiaro che Speranza non può rimanere un minuto di più, Mario Draghi e le forze di maggioranza prendano atto del fallimento».

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