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«Il seme della speranza»: una ricetta per un mondo migliore

L’ecofantasy di Emiliano Reali, in libreria da maggio, approda anche sui banchi di scuola

«Il seme della speranza»: una ricetta per un mondo migliore

Personaggi fantastici immersi in una quotidianità che li rende più vicini, reali. Figli di spiriti e divinità incastrati nelle problematiche connesse al diventare adulti, al desiderare una famiglia anche se legati ad una tradizione di solitudine. Eventi semplici, vite “normali” a fare da sfondo alla missione delle missioni, tutte legate da un unico filo conduttore, quello della salvezza del mondo. È questo il tema che fa da sfondo al romanzo fantasy “Il seme della speranza” (Edizioni Watson) uscito il 22 maggio e firmato da Emiliano Reali, una penna che negli anni abbiamo imparato a conoscere.  

Un libro distribuito nelle librerie proprio a fine quarantena, e che sembra fatto apposta per invitare il lettore a fermarsi ancora un po’ a pensare. “Beh, questo libro è nato molto prima ma la storia raccontata porta con se il seme di una nuova consapevolezza a cui tutti possiamo arrivare”, spiega durante una intervista proprio lo scrittore romano. Un fantasy che riporta alla memoria proprio la formazione di Emiliano Reali, che di fantasy si è nutrito, crescendo e approdando oggi ad una evoluzione stilistica che però non dimentica tutti i romanzi seminati in questi anni. Romanzi tradotti anche in lingua, come nel caso della raccolta di racconti “Sul ciglio del dirupo” presentati in America con il titolo “On the edge”.

“Il seme della speranza”, adottato come testo di lettura estivo in più scuole italiane, conferma così la propria propensione ad essere un libro dal quale imparare qualcosa e aprire discussioni. Costante, nello scorrere delle pagine, è la dicotomia fra il pianeta Terra e il Mondo degli Spiriti e delle Divinità. L’immortale Spirya, creatrice e sovrana del mondo degli Spiriti e delle Divinità, è riuscita a difendere il suo popolo dall’attacco dei distruttori, capeggiati dal feroce Obscuro, grazie anche al potere della fedelissima Dama dei Lupi. Il pianeta vive in armonia, e tra i suoi abitanti Eres e Acerbo, il primo uno spirito del sottobosco e il secondo uno spirito ancestrale, amici per la pelle, trascorrono spensierati le loro giornate.

Ma il Pianeta Terra, vittima dell’egoismo e dell’irrazionalità degli esseri umani, versa in condizioni sempre più disastrose. La natura, interconnessa con il mondo degli Spiriti, lancia il suo disperato grido di dolore, contaminando l’eterna giovinezza della sovrana e facendo comparire sul suo viso i segni del tempo che passa. Spirya, vedendo perduta la propria immortalità, non può fare a meno di intervenire; inviando Eres in missione proprio sulla Terra per evitare l’irreparabile. Il giovane spirito conoscerà la corruzione, il fascino del potere e dell’apparenza che ammalia donando un finto rispetto.

Scoprirà a sue spese che il confine tra giusto e sbagliato non è sempre ben definito. Un magico talismano, il Seme della Speranza, e quattro Spiriti Guizzo, Zampillo, Crosta e Spiffero saranno i suoi punti di riferimento per tutta la missione. Riusciranno a salvare la Terra dalla delirante avidità degli umani? Di certo il viaggio, che riflette anche su altri temi tra cui l’amore e le sue mille sfaccettature e la prostituzione, diventa metafora di crescita e arricchimento, di riflessione su quello che siamo ma che potremmo o dovremmo essere. E qualsiasi lettore può sentirsi chiamato a fare una scelta, scardinando i principi di una quotidianità spesso corrotta, in cui a farne le spese è, in questo caso, la natura parte integrante della vita. La copertina è stata realizzata da Antonello Venditti e le illustrazioni interne da Pietro Rotelli. All’uscita del libro è seguito un tour, tra cui una presentazione web presso la Società Umanitaria di Milano con Alessandro Cecchi Paone per un’estate impegnativa che non ha fermato Emiliano Reali, immerso in quelle parole che da sempre lo accompagnano. 

Un percorso, quello della scrittura per Emiliano, che in principio è stato catartico e che ora inizia ad essere lungo dietro le forti spalle di quel ragazzino timido che aveva iniziato a scrivere per gioco, per uscire dal suo piccolo mondo e che ora ci lascia con un “e non finisce qui”. Una chiusura che oltre che una promessa (già due i romanzi pronti in attesa di editore) è anche una speranza per i lettori. 

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