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Fine lockdown balneari

Fascia Jonica divisa tra Scanzano che riparte e Metaponto che protesta per l’erosione

Il governo regionale mette in campo un piano per l’erosione costiera, i balneari si spaccano sulle ripartenze ma sono i turisti a ripartire per primi con segnali incoraggianti per questa difficile stagione di convivenza con il virus

Fascia Jonica divisa tra Scanzano che riparte e Metaponto che protesta per l’erosione

Basilicata dei due mari, quella Jonica si divide nella ripartenza. Se gli operatori di Scanzano sorridono perché la giornata di oggi segna la fine del lockdown per le strutture ricettive, a Metaponto, il nuovo inizio comincia con una situazione di protesta, che nulla ha a che vedere con le misure e gli investimenti da mettere in campo per il contrasto del virus, qui le difficoltà sono legate a problemi annosi come quello dell’erosione costiera.
Secondo quanto disposto dall’ordinanza regionale n.22 del 17 maggio scorso dal governatore Bardi, da oggi possono regolarmente aprile lidi balneari e strutture ricettive. Entrata nel vivo la fase della convivenza con il virus, si lavora già da qualche settimana all’adeguamento delle strutture, secondo quanto previsto dalla normativa e dal protocollo regionale Accoglienza sicura, di cui si è dotata la tra le prime regioni la Basilicata. Se l’attrattività non manca per essere regione Covid free gli operatori, in tal senso, ce la stanno mettendo tutta per sfruttare questo primato.
La domenica appena trascorsa all’insegna per ora solo della mobilità regionale, in attesa dal 3 giugno di ulteriori sviluppi in base agli andamenti dei contagi, ha regalato l’emozione dei primi tuffi a mare seppure con gli stabilimenti balneari ancora chiusi. Da oggi ufficialmente si può per legge ripartire. Gli investimenti ci sono, specie per le grandi strutture come i villaggi turistici che devono fare i conti con i grandi numeri sia di spazio che dipersonale. “Siamo a buon punto, afferma Giuseppe Ferrara, titolare del Sabbia d’oro beach club premiato due anni fa come migliore stabilimento balneare italiano dal punto di vista dell’architettura e l’arredo. Il giovane imprenditore lucano lavora ininterrottamente da settimane per garantire l’apertura almeno per il 31 maggio prossimo.
“Non sono previsti aumenti – ha detto - abbiamo fissato gli stessi prezzi di listino dell’anno precedente. E’ un sacrificio che facciamo per i nostri clienti. Le prenotazioni che arrivano sono confortanti - ha detto. Sono i tempi tecnici, perfettamente in linea con la fase che stiamo attraversando e per garantire il massimo livello di formazione al nostro personale. Non sono ammessi sbagli in una struttura come la nostra. Qualche rammarico c’è – aggiunge – avremo preferito un’ordinanza meno restrittiva per ciò che riguardava l’apertura delle palestre, anche se abbiamo accolto con favore il chiarimento che è arrivato in proposito dal governatore, che anche per queste strutture potremo riaprire da domani. Nella mia struttura, infatti, c’è una grande piscina con vista mare, anche in questo caso, però, anche solo di qualche giorno, non si riapre così da un giorno a un altro. C’è tutta la parte della formazione del personale da considerare. Ad ogni modo siamo pronti ad affrontare questa nuova stagione turistica sicuri di consegnare alla nostra clientela sicurezza e standard sempre altissimi”.
Se questo è lo scenario di uno dei massimi imprenditori del settore a Scanzano, diverse imprese balneari di Metaponto hanno invece deciso di non riaprire da oggi, in segno di protesta. Almeno questo è quanto annunciato ieri, nel corso di una domenica che per i primi bagnanti, ha avuto il sapore della libertà e della spensieratezza, non curante persino dei problemi degli operatori che avevano organizzato una punto protesta sul lungomare. La crisi causata dal Covid in questo caso non c’entra si tratta di un problema annoso, sul quale però, sono arrivate, sempre nella giornata di ieri, risposte da parte del governo regionale.
Sul lungomare di Metaponto, l’associazione Leucippo, che rappresenta 26 operatori turistici dell’area ribadiva che non sono gli investimenti sulle misure anticovid a preoccupare ma questioni annose, in primis legate all’erosione costiera e a questioni ambientali. Proprio nella giornata di ieri il presidente della Regione Vito Bardi, nelle vesti di commissario all'emergenza per il dissesto idrogeologico, annunciava la definizione di un programma sull'erosione costiera e nominato un subcommissario ad hoc. E’ in programma, a breve, un incontro con sindaci dei comuni interessati per programmare l’apertura dei lavori già cantierabili e per porre le basi per risolvere in via definitiva un problema che rende difficilmente fruibile la bellezza del litorale. Il presidente Nicola Mastromarino precisa “Seppur accogliamo con favore la nomina del soggetto attuatore per l’erosione della costa, questo ancora non ci basta– tuona. “Il problema riguarda i pochi interventi attuati sino ad ora, ci riferiamo al passato, serve adesso un’altra dimensione, un’altra regia quello che è stato realizzato in questi anni non è stato rispondente alle necessità del nostro territorio. Vogliamo portare all’attenzione oltre che i nostri interessi economici, il problema ambientale, è assurdo che nessuno si indigna se la nostra spiaggia non c’è più. Non è solo un problema per gli operatori se negli anni si sono persi diversi stabilimenti o dei fruitori del posto, ripeto l’erosione e il dissesto sono da attenzionare. E’ arrivato il momento di capire di che morte dobbiamo morire.
Non ci spaventa il lavoro particolare di questa stagione che deve fare i conti con il problema del Covid. Anzi, conclude Mastromarino, da questo momento saremo chiamati a un grande senso di responsabilità, a tenere maggiormente aperte le nostre strutture per offrire un servizio pubblico per dare la possibilità ai cittadini di passare una giornata all’aria aperta, Sono già anni che rasentiamo la sostenibilità economica”. La Regione nel frattempo ha fatto sapere di aver messo in cantiere un piano contro l’erosione e una serie di manovre per il rilancio del settore turistico. Bisognerà capire le proposte dei sindaci dell’area nella prossima riunione per la pianificazione degli interventi, e se sarà possibile nell’immediato, almeno avviare la gara sul progetto di 2,5 milioni di euro già finanziato dei 16 ml complessivi per Metaponto. Nel frattempo, la voglia di normalità esplode e i turisti si aspettano molto da Metaponto e soprattutto dal riscatto e il coraggio dei suoi imprenditori.

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