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EDITORIA, LO STATO DI SALUTE/5

Antonio Candela di Universosud: «La Basilicata necessita di una legge sull’editoria»

«L’aiuto più grande che potremmo ricevere in questo momento dalla nostra regione sarebbe una proposta di legge che tuteli la nostra categoria»

La casa editrice Universosud: «La Basilicata necessita di una legge sull’editoria»

Antonio Candela

Gli editori di tutta Italia chiedono che gli emendamenti ora in discussione relativi al mondo del cinema, dello spettacolo e dell’audiovisivo siano estesi anche al mondo del libro, data la grave crisi che sta registrando. Nel caso della Basilicata, la situazione è resa ancor più seria dalla totale mancanza di una legge sull’editoria, che non riguardi la stampa in senso stretto. Il Ceo della Universosud, Antonio Candela, rispondendo alle nostre domande sulla situazione dell’editoria lucana ai tempi del Covid-19, lancia un appello affinché si realizzi una proposta di legge che possa tutelare gli editori “puri”. La Universosud, nata in un primo momento come agenzia di comunicazione, si trasforma poi anche in una casa editrice in cui è forte il legame con le proprie radici: non è un caso che proprio la Basilicata diventi sede e protagonista della loro attività. Le loro produzioni si fondano sulla ricerca ed esaltazione dei talenti lucani, nei quali sia possibile intravedere gli ideali in cui i fondatori credono: ritmo antico, ma sempre al passo con l’evoluzione dei tempi e del progresso, inteso in senso tecnologico e non solo.
La diffusione del Coronavirus sta determinando dei cambiamenti importanti a livello sociale ed economico. In che modo sta cambiando l’attività editoriale in questa fase?
«Con la chiusura degli uffici a causa del Coronavirus abbiamo dovuto sospendere tutte le attività, pur avendo in programma delle nuove uscite importanti; stiamo pensando di rimandarle tutte al 2021. Per il momento, abbiamo attivato lo smart working per la fase di editing e impaginazione. Le maggiori difficoltà si stanno registrando nel campo delle vendite e della distribuzione, avendo un blocco dei vettori che se ne occupano».
In questa fase cresce la fruizione da parte degli utenti degli e-book. Avete programmato degli interventi per passare dal cartaceo al digitale?
«Per il momento non abbiamo ancora preso in considerazione l'idea di realizzare degli e-book, soprattutto perché abbiamo una maggiore propensione verso il cartaceo. Se le nuove condizioni dovessero imporlo, cercheremo di adattarci e riorganizzare il nostro lavoro come stiamo già facendo».
Le vendite online sono effettivamente aumentate in questo periodo? State usufruendo anche del servizio di Amazon per la vendita on-line?
«In questo ambito stiamo registrando dei problemi dovuti al fatto che Amazon non abbia un proprio magazzino ma debba essere il rivenditore a inviargli la merce. Nel nostro caso, avendo gli uffici chiusi, abbiamo delle serie difficoltà nel recuperare gli articoli che dovremmo puoi spedire. Di conseguenza, abbiamo deciso di sospendere momentaneamente le spedizioni».
In che modo la regione Basilicata o il Governo potrebbero aiutare il mondo dell’editoria in modo concreto?
«Prima che si diffondesse il Coronavirus, in Basilicata avevamo già un problema serio dovuto all’assenza di una legge sull’editoria, che non riguardi solamente la stampa. Di conseguenza, l’aiuto più grande che potremmo ricevere in questo momento dalla nostra regione sarebbe proprio questo: una proposta di legge che tuteli la nostra categoria. Infatti, ancor prima di pensare all’eventuale elargizione di contributi, sarebbe necessario creare una sorta di banca dati che racchiuda al proprio interno soltanto le case editrici vere e proprie, ossia aziende che si occupino di ideare e realizzare contenuti editoriali e che non comprendano anche categorie diverse (come le tipografie, le cartolibrerie ecc.). Si potrebbe creare una bozza di legge da sottoporre a noi editori, in modo da poter partecipare alla stesura della legge e poter dare il nostro contributo alla sua realizzazione. Speriamo che questa grave situazione che stiamo vivendo dia una spinta anche in questo senso».

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