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L'epidemia in Basilicata

Coronavirus, Palazzo San Gervasio colora la quarantena

Pagina Facebook e Instagram per rendere meno pesante la costrizione a casa. In pochi giorni tantissime visualizzazioni, tantissime adesioni e la gioia di aver costruito una rete di entusiasmi

Coronavirus, Palazzo San Gervasio colora la quarantena

PALAZZO SAN GERVASIO - Una ricerca sulla percezione del tempo nei giovani evidenzia che i ragazzi oggi si sentono quasi privi di memoria, hanno uno scarso rapporto con il passato e la storia e si ritrovano in difficoltà anche a progettare il loro futuro. Sembrano condannati a vivere una sorta di “appiattimento sul presente”, incapaci di fare programmi a lungo termine, di immaginare il futuro da grandi.
Mai come in questo momento diventa necessario - anche per loro – fermarsi a ragionare sul tema “invisibile” del tempo, invisibile come il virus che li ha costretti ad un inevitabile stop. Un’opportunità, in realtà, quella di riconquistare una percezione ed un uso del tempo più equilibrati, prendendo in mano le redini dell’intreccio di tutti gli assi temporali.
In gioco la possibilità di praticare con serenità i sentieri dell’attesa, di intraprendere con maggiore fiducia la strada della coltivazione del desiderio, di nutrirsi in modo più duraturo del bisogno soddisfatto, della meta acquisita, del risultato ottenuto.
Il tempo “libero” che i ragazzi stanno vivendo, quello che ha interrotto l’ordinaria e quotidiana sequenza delle cose, si è bruscamente dilatato, giorno dopo giorno, fino a formare una bolla di tempo “sospeso”. Un tempo “vuoto”, in realtà, in cui diventa davvero difficile trovare accomodamenti e mediazioni, in cui diventa facilissimo, invece, intraprendere un inusitato viaggio fantastico nei luoghi di una psichedelica avventura interiore, alla ricerca e ridefinizione della propria identità. Un cammino verticale oltre lo specchio, come quello della piccola Alice di Luis Carroll, fino a raggiungere un mondo chimerico, quasi immaginario. Un luogo delle meraviglie da attraversare alla scoperta della “giusta” misura, senza dimenticare ciò che si vuole essere, senza arrendersi a ciò che si deve sembrare. Una prova di resilienza! La sfida di assecondare e adattarsi al cambiamento, utilizzando il vuoto del tempo per diventare migliori, con la lucida consapevolezza che non è ciò che succede che fa la differenza ma come si reagisce a ciò che succede.
In tempo di Coronavirus un manipolo di ragazzi di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, ha accolto questa sfida con la voglia di dimostrare di aver ben compreso la complessità del momento ma anche di non avere alcuna intenzione di subirla. Un drappello di studenti che, oltre ogni didattica on line e, forse, a partire da questa, hanno deciso di sperimentare la capacità stoica di affrontare la difficoltà del momento attivando una diversa socialità e una diversa solidarietà digitale e generazionale, a favore soprattutto dei più piccoli. Coloriamo la Quarantena PSG. Questo il nome della Pagina Facebook e Instagram che hanno creato: passatempi semplici, fatti in casa, pochissima tecnologia ma tanta, tanta determinazione nell’azione, tanta passione, tanta voglia di aprirsi a rapporti di confronto e di solidarietà con gli altri e, di rimando, la possibilità di impossessarsi di una chiave di lettura della realtà - quella vera - per scoprire il senso del proprio essere e del proprio operare.
L’idea? Quella di mettere a disposizione il tempo “libero” e “vuoto” per fare compagnia ai “cuccioli” del paese promuovendo, con semplicità, la cultura dello stare bene insieme anche a distanza. In pochi giorni tantissime visualizzazioni, tantissime adesioni, la gioia di aver costruito una rete di entusiasmi, la consapevolezza di aver teso virtualmente una mano verso chi, probabilmente, ancora non possiede gli strumenti idonei a comprendere sino in fondo le ragioni di una lontananza imposta, la convinzione di aver aggredito il virus agevolando lo stare a casa, la certezza di avere, nel contempo, scongiurato la solitudine, l’isolamento mentale, la noia, di aver percorso un altro pezzo del proprio cammino di crescita.
L'adolescenza, in verità, ha bisogno di “iniziazione”, di spazi e tempi adeguati perché si realizzi la presa in carico della propria soggettività. Questo tempo sospeso – comunque tempo presente - questo astratto labirinto che tutti stiamo vivendo, è diventato per i ragazzi di un piccolo paesino del sud l’occasione, forse unica, per affrontare consapevolmente, con tutta la cura e la calma che la natura impone, la transizione ad una nuova età attraverso la costruzione di un’adeguata identità personale e sociale. Il salto nel tempo sospeso che hanno deciso di affrontare, rappresenta un autentico percorso di socializzazione non deviante che consentirà a ciascuno di loro di ben orientarsi, con grande concretezza e creatività, durante il passaggio nel mondo del lavoro e della produttività, con il valore aggiunto della acquisita responsabilità civile quale bene comune da preservare. Coloriamo la Quarantena PSG, forse, forse, può essere per tutti un immediato utile esempio di come sfruttare la sequenza temporale che stiamo vivendo quale leva per il cambiamento, tirando fuori la parte migliore di sé per il bene proprio e per quello degli altri.

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