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Eccellenze lucane

Brienza, «amo la mia terra e il mio lavoro». Il segreto del successo di Rocchina Adobbato

Nella sua struttura ricettiva è possibile dormire nella roccia viva, tra pareti di pietra che trasudano secoli di storia e di tradizioni, nel cuore di uno dei borghi più belli del Italia meridionale, a pochi metri dal Castello Caracciolo

Brienza, «amo la mia terra e il mio lavoro». Il segreto del successo di Rocchina Adobatto

Rocchina Adobbato

Brienza – Il turismo in Basilicata sempre più “rosa” grazie alla voglia di far scoprire le bellezze del Marmo Melandro ai piedi del Castello Caracciolo e del borgo antico di Burgentia. La passione per la bellezza, la cura dell’ospitalità e la grande professionalità di un’imprenditrice che ha fatto della sua Dimora storica di charme un gioiello di autentica qualità senza eguali. Stiamo parlando della manager Rocchina Adobbato. E noi l’abbiamo incontrata per raccontarci il suo successo imprenditoriale e professionale.

Lei è una manager del turismo lucano madrina dell’accoglienza. Qual è il suo segreto?
Sono semplicemente una persona che ama la sua terra e il suo lavoro, che mette amore e passione in tutto ciò che fa, che apre la sua casa agli ospiti (mai clienti) e li accoglie con un abbraccio che sa di calore e di ospitalità autentica. L’emozione che vivo ogni giorno a contatto con i miei ospiti è linfa vitale per il mio cuore e per la mia anima. Probabilmente la luce nei miei occhi è percepita e accolta, il racconto della mia terra e della mia creatura (B&B) appassiona e incanta. Con i miei ospiti si crea, di solito, una sorta di cordone ombelicale che non si spezza, anche quando vanno via. Inevitabili gli abbracci alla partenza e di solito qualche lacrima per il distacco. Alcuni ritornano, con altri ci sentiamo di tanto in tanto, molti diventano i miei amici.

Come è riuscita a rendere la sua struttura “La Voce del Fiume” una location molto appetibile sul mercato italiano e straniero?
Sicuramente la peculiarità della Dimora e il contesto in cui si trova. Dormire nella roccia viva, tra pareti di pietra che trasudano secoli di storia e di tradizioni, nel cuore di uno dei borghi più belli del Italia meridionale, a pochi metri dal Castello Caracciolo, abbracciati dalla natura e con una vista panoramica sulla vallata e sul fiume non capita tutti i giorni.
Un “recupero conservativo fedele” ha consentito di preservare l’autenticità del luogo. Un lusso discreto e grezzo, ma al tempo stesso elegante e senza tempo, un ambiente intimo, dove risvegliarsi tra il profumo di torte fatte in casa e andare a dormire allietati dal sottile rumore della voce del fiume che scorre a valle, è sicuramente un’esperienza sensoriale unica che perpetua ancora oggi tradizioni e valori antichi. Alla Voce del Fiume tutto ha il sapore dell’autenticità e della tradizione. Un luogo dove il soggiorno è arricchito da esperienze polisensoriali. Offriamo ai nostri ospiti la possibilità di partecipare ai laboratori artigianali come quelli della pasta fatta a mano, dei dolci tipici, delle confetture e delle marmellate, ma anche agli eventi culturali, presentazioni di libri, spettacoli teatrali o di musica. E poi ci sono tutti i servizi legati all’accoglienza e alla scoperta della nostra terra. Organizziamo itinerari e visite guidate, occupandoci di prenotazioni e ticket, suggeriamo e prenotiamo ristoranti da noi selezionati, per far apprezzare il meglio della nostra gastronomia e delle nostre tradizioni. In questo modo l’ospite non è mai solo, una sorta di “guida virtuale” lo accompagna dall’arrivo alla partenza.

Oltre ad essere una manager lei è anche un avvocato, un’imprenditrice e una madre. Come fa a conciliare tutto questo?
Il vero segreto è sicuramente amare il proprio lavoro e fare ciò che piace. Riesco a conciliare questi ruoli perché in ognuno c’è una spinta emozionale forte, che dà vitalità ed energia. Per quanto riguarda il mio ruolo di mamma, avendo una figlia grande che mi aiuta e mi supporta nell’attività, il mio ruolo è sicuramente meno impegnativo. E’ soprattutto lei che aiuta me, alimentata dalla mia stessa passione e amore per l’accoglienza. Per gli altri due ruoli che sono molto più impegnativi e richiedono dedizione costante, l’unico segreto è svegliarsi prima dell’alba e andare a dormire molte ore dopo il tramonto. La giornata lavorativa è davvero lunga, ma ricca di tante soddisfazioni!

Quali sono secondo lei gli aspetti da migliorare per il turismo del Marmo Melandro dove lei opera?
Sicuramente bisogna migliorare il livello di tante strutture che operano nel settore, favorendo attraverso la formazione di tutti gli operatori uno standard qualitativo più elevato. E poi favorire maggiore integrazione sia tra pubblico e privato, che tra operatori privati, al fine costruire un‘offerta turistica più ricca e di qualità e favorire una permanenza più lunga sul territorio. Occorre poi aprire info point nei luoghi strategici, l’informazione deve essere accessibile a tutti e favorire l’apertura di tutti i luoghi da visitare, non solo nei fine settimana o nei festivi. Bisogna rendere fruibili i nostri attrattori e le nostre bellezze tutto l’anno!

Recentemente ha istituito un premio per valorizzare le eccellenze italiane. Come mai questa scelta?
L'idea del premio scaturisce dal desiderio di valorizzare e far conoscere la mia terra. Non solo le bellezze architettoniche, storiche, naturalistiche ed enogastronomiche ma anche la cultura, l'arte la musica, attraverso le eccellenze che si sono distinte nei vari ambiti, non solo a livello regionale ma nazionale. Da sempre apriamo le porte della nostra Dimora alla cultura, all'arte, alla musica. La Voce del Fiume è un luogo dove si riscoprono tradizioni e valori antichi, ma anche il piacere di stare insieme, il valore della convivialità e ogni nostro evento celebra questi valori.

I prossimi obiettivi a cui sta lavorando?
Il mio sogno è di aprire un piccolo centro benessere all’interno della Dimora, utilizzando una grotta naturale e alcuni spazi del giardino. L’idea è di completare il “soggiorno di relax” attraverso un itinerario di benessere per la mente e per il corpo. Ma su questo non voglio svelare di più. Il progetto sta prendendo forma e a breve inizieremo i lavori.

In questo momento di emergenza sanitaria da Coronavirus anche il turismo ne risentirà molto. Come pensa si potrà uscire dalla crisi?
Questo è davvero un momento difficile per l’economia nazionale e forse mondiale. Tutti i campi ne stanno risentendo e sicuramente anche il turismo. Personalmente sono ottimista e fiduciosa. Nonostante riconosca la difficoltà di questo momento, mantengo uno sguardo ottimista sul futuro: questa non è la prima crisi che il settore del turismo si trova ad affrontare. Il turismo ha superato altre crisi del passato e supererà questa, perché viaggiare è insito nell’animo dell’essere umano e perché grazie all’impegno di ciascuno di noi, riusciremo a far scoprire ai viaggiatori la dimensione più autentica e genuina del nostro Paese. Personalmente utilizzo questo periodo di chiusura dell’attività per fermarmi a riflettere con più calma. Molto spesso i ritmi frenetici del quotidiano non me l’hanno consentito. Sto studiando e mettendo a punto nuovi progetti e nuove azioni che porteranno rinnovata linfa alla mia attività. Sicuramente si potrà uscire da questa situazione, se ciascuno di noi non si abbatte e con forza e ottimismo ci crede, perché rialzarsi è possibile e dipende solo da noi!

E per finire cosa si augura per il turismo lucano e per la Basilicata tutta?
Di conservare la sua dimensione di “terra autentica” e di “terra da scoprire”. Una terra di nicchia per un turismo di nicchia. Di continuare ad accogliere visitatori e viaggiatori con il calore dell’accoglienza tipica lucana e con quella genuinità che ci caratterizza, ma con un a punta di professionalità in più. Continuiamo ad investire tempo, risorse ed energie per far conoscere, apprezzare e scegliere la nostra terra!

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