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Covid, processo a Roma. Il Comitato delle vittime sarà parte civile: "Verità e giustizia"

Reazioni avverse al vaccino: domani il presidio di Ucdl davanti al ministero della Salute

Il Comitato nazionale familiari delle vittime covid rende noto con un comunicato stampa che "nell'udienza svoltasi presso il Tribunale penale di Roma, il GUP ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comitato". Il processo, hanno spiegato le avvocate del Comitato sentite dalla Dire, "vede come imputati per omissione di atti d'ufficio in concorso (articoli 110 e 328 del codice di procedura penale), Raniero Guerra, Giuseppe Ruocco, Maria Grazia Pompa (mentre si è estinto il procedimento sull'altro funzionario Francesco Maraglino deceduto un paio di settimane fa) per l'aggiornamento del piano pandemico che avrebbero avuto l'obbligo di fare". Una notizia che è giunta al termine di un'udienza molto tesa, con tanti familiari delle vittime covid presenti in aula. "Il processo- ha ricordato alla Dire l'avvocata Eleonora Coletta - nasce come costola di quello di Bergamo (dove erano indagati Roberto Speranza e Giuseppe Conte, poi archiviati). A Roma invece pende il processo nei confronti dei funzionari del ministero della Salute che avrebbero dovuto aggiornare il piano pandemico".  "Al momento siamo in udienza preliminare fissata a seguito della richiesta di rinvio a giudizio e l'udienza preliminare deve ancora concludersi", ha chiarito Giorgia De Tomasi, legale del Comitato. Non c'è ancora quindi- ha precisato- alcun decreto che dispone il giudizio sui funzionari. Le parti civili inoltre- sottolinea l'avvocata- hanno avanzato al Gup richiesta di citazione del responsabile civile individuato nel ministero della salute, come datore di lavoro dei funzionari". Il Comitato nella nota stampa fa sapere che l'avvocata De Tomasi "nel corso dell'udienza ha depositato ulteriori richieste di costituzione di parte civile per altri familiari delle vittime Covid. Nella stessa sede, legali assenti nella precedente udienza di ottobre hanno presentato richieste analoghe per i sindacati OSA Polizia e FISI. L'udienza si è svolta in un clima teso, con momenti di forte confronto tra le parti.Per il Comitato, l'ammissione come parte civile assume un valore non solo giuridico, ma anche profondamente umano e morale: i familiari delle vittime, presenti in aula in numero significativo, hanno rappresentato la memoria e la voce di chi non può più intervenire". "Voglio ricordare- ha aggiunto l'avvocata Eleonora Coletta che a Taranto combatte per un procedimento relativo alla morte di suo marito- l'ultima sentenza di Cassazione (Sezioni Unite n. 27515/2025) parla a proposito del Covid di epidemia colposa. Come comitato nazionale vorremmo chiedere al pm che si integri il capo di imputazione contestando agli imputati il reato di epidemia colposa. Essere parte civile è una legittimazione del comitato. Tante le persone in lacrime in udienza, basta considerarci vittime solo in astratto". Il 12 maggio ci sarà la prossima udienza: "Il Comitato Nazionale dei familiari delle vittime Covid- conclude la presidente Sabrina Gualini- ribadisce il proprio impegno a proseguire con determinazione nel percorso volto all'accertamento della verità e delle responsabilità".

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