IL MATTINO
ultime notizie
07.01.2026 - 16:18
immagine di archivio Stellantis di Melfi
"Dai dati diffusi oggi dalla Fim Cisl nazionale e presentati dal segretario generale Ferdinando Uliano sull'andamento produttivo 2025 degli stabilimenti Stellantis emergono elementi chiari e preoccupanti per lo stabilimento di Melfi. Nel 2025 sono state prodotte 32.760 autovetture, il dato piu' basso della storia del sito, sostanzialmente dimezzato rispetto al 2024, quando la produzione si era attestata a 62.080 unita'. Questa forte contrazione produttiva ha comportato ripercussioni negative anche sul piano occupazionale, affrontate finora attraverso strumenti alternativi, come le incentivazioni all'uscita su base volontaria". E' quanto evidenzia il segretario regionale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, secondo cui "il 2026 sara' ancora un anno difficile e, proprio per questo, dovra' essere l'anno delle scelte e delle azioni concrete, mentre il 2027 rappresentera' l'anno della verita' per il futuro industriale del sito di Melfi". Prosegue Evangelista: "Dal 2021 a oggi tali misure hanno coinvolto circa 2.500 lavoratrici e lavoratori, portando l'occupazione complessiva del sito a circa 4.530 addetti. Una condizione che impone interventi immediati per garantire una risalita produttiva in grado di saturare gli impianti, tutelare l'occupazione e ridare ossigeno alle aziende dell'indotto, la maggior parte delle quali versa oggi in una situazione di grave sofferenza". Per Evangelista, "lo stabilimento di Melfi dispone di elevate professionalita' e di una capacita' produttiva flessibile, in grado di realizzare contemporaneamente modelli diversi, un punto di forza strategico sul quale Stellantis ha piu' volte dichiarato di voler continuare a investire. Il sito presenta oggi una pianificazione gia' fortemente orientata su elettrico e ibrido: attualmente le linee sono impegnate sulla DS8 full electric e sulla nuova Jeep Compass elettrica e ibrida; a partire dalla meta' del 2026 sono inoltre previsti, in successione, i lanci di DS7 e Lancia Gamma, anch'esse in versione elettrica e ibrida". "Va inoltre sottolineato - prosegue la riflessione - che lo stabilimento Stellantis di Melfi rappresenta uno dei siti piu' avanzati del gruppo sotto il profilo tecnologico e produttivo. Il plant e' caratterizzato da un elevato livello di automazione, che interessa l'intero ciclo industriale, a partire dalle unita' di stampaggio, lastratura e verniciatura, fino alle linee di montaggio, oltre alla nuova area dedicata all'assemblaggio delle batterie. Per rendere competitivo e sostenibile il modello produttivo di Melfi e' necessario un impegno concreto sul fronte energetico, puntando su progetti gia' avviati sulle fonti rinnovabili, che ora devono trovare piena attuazione, a partire da fotovoltaico e biogas, per ridurre i costi di produzione e rafforzare la sostenibilita' industriale di Stellantis e dell'indotto. In questo quadro, le aspettative sono legate all'insieme delle produzioni attualmente assegnate allo stabilimento di Melfi e ai nuovi modelli che entreranno in produzione nel corso dell'anno, espressione di un asset industriale strategico che colloca lo stabilimento di Melfi come laboratorio delle auto elettriche e ibride. Resta pero' centrale il tema dei volumi produttivi: per garantire la piena saturazione degli impianti e dell'occupazione e' necessario raggiungere livelli adeguati". In questo contesto si collocano diverse ipotesi, a oggi non confermate - sottolinea Evangelista - tra cui l'eventuale assegnazione a Melfi di un ulteriore marchio del gruppo Stellantis, che, attraverso una piu' ampia articolazione delle motorizzazioni, potrebbe contribuire a rafforzare i volumi produttivi e a intercettare nuove quote di mercato. Molto dipendera' dalle scelte strategiche che l'amministratore delegato Antonio Filosa mettera' in campo nei prossimi mesi, in particolare con la presentazione entro giugno del nuovo piano industriale del gruppo, ma sara' decisivo anche il ruolo del Governo nazionale e della Regione Basilicata nel sostenere le aziende dell'indotto e l'intero comparto automotive, individuando percorsi di riconversione per quelle realta' che non saranno piu' coinvolte nelle produzioni Stellantis, affinche' questa fase si traduca in nuove opportunita' industriali e nel consolidamento dei livelli occupazionali. Un banco di prova sara' l'incontro previsto per il 14 gennaio al Mimit sulla vertenza Pmc e Brose. Melfi non e' soltanto uno stabilimento produttivo, ma una scelta industriale e sociale che ha garantito lavoro, contrastato la disoccupazione e arginato lo spopolamento di un'area fragile del Paese. Ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta la Basilicata e dalla vicina Puglia rendono vivo questo sito, generando un impatto economico e occupazionale che supera i confini regionali. Il Governo nazionale ha quindi il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilita' di questa vertenza: Melfi non puo' essere trattata come un problema locale, ma come una priorita' industriale e occupazionale di rilevanza nazionale" conclude Evangelista.
edizione digitale
I più letti
Il Mattino di foggia