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Alimentazione e salute, prima viene la sicurezza nutrizionale

Per informare le nuove politiche della prevenzione, che coinvolgano le articolazioni del Servizio Sanitario Nazionale “dal territorio all’ospedale”, può essere necessario un nuovo approccio alla sicurezza nutrizionale

Alimentazione e salute, prima viene la sicurezza nutrizionale

Essa è generalmente definita come la garanzia per tutti e in egual misura, di disponibilità e accessibilità di alimenti e bevande che promuovano il benessere e prevengono (e se necessario, curano) le malattie. Alla necessità di ridefinire la “prevenzione nutrizionale” la rivista scientifica JAMA (Journal of American Medical Association) ha dedicato un recente editoriale.

Per decenni, le politiche relative all’alimentazione si sono concentrate principalmente sulla quantità di calorie e di nutrienti necessari al giorno per sesso e classi di età di popolazione. Tuttavia, affrontare efficacemente le attuali sfide, come ad esempio l’epidemia di obesità, diabete e sindrome metabolica, richiederà uno spostamento dell’attenzione oltre questi parametri verso il concetto più ampio di sicurezza nutrizionale.  Ad esempio, per informare le nuove politiche della prevenzione, che coinvolgano le articolazioni del Servizio Sanitario Nazionale “dal territorio all’ospedale”, per dirla nei termini di resilienza del premier Mario Draghi, può essere necessario un nuovo approccio alla sicurezza nutrizionale, generalmente definita come la garanzia per tutti e in egual misura, di disponibilità e accessibilità di alimenti e bevande che promuovano il benessere e prevengono (e se necessario, curano) le malattie.

Alla necessità di ridefinire la “prevenzione nutrizionale” la rivista scientifica JAMA (Journal of American Medical Association) ha dedicato un recente editoriale a firma di Dariush Mozaffarian, della Friedman School of Nutrition Science and Policy, Tufts University, Boston, Massachusetts; di Sheila Fleischhacker, della Georgetown University Law Center, Washington, DC. e di José R. Andrés della World Central Kitchen, Washington, DC. [1] Il punto di vista dell’editoriale di JAMA è sostanzialmente questo: non è sufficiente fornire cibi contenenti calorie o nutrienti adeguati alle persone; quelle calorie/nutrienti dovrebbero provenire da un’alimentazione che promuova nel complesso lo stato di salute. Così scrivono gli Autori nell’editoriale: “… Molte politiche e programmi per affrontare la sicurezza alimentare continuano a porre maggiore enfasi sull'accesso alla quantità, piuttosto che alla qualità dell’alimentazione. La prevalenza di obesità e diabete è ai massimi storici, con il rischio più elevato tra le persone che soffrono di insicurezza alimentare. I gruppi minoritari tradizionalmente emarginati, così come le persone che vivono nelle contee rurali e a basso reddito, hanno maggiori probabilità di sperimentare la disparità nella qualità della nutrizione, l’insicurezza alimentare e le corrispondenti malattie legate all'alimentazione. Chiaramente, l'approccio attuale non è sufficiente.” E gli Autori riconoscono la necessità di politiche pubbliche "a monte" per promuovere diete più sane: “Un'enfasi sulla sicurezza nutrizionale potrebbe anche servire come guida migliore per gli investimenti sulla salute pubblica e la ricerca nazionale, per la quale una crescente coalizione di gruppi contro la fame, di clinici, di operatori sanitari pubblici e privati riconosce la necessità fondamentale di avere prove stringenti basate su evidenze  per accelerare le soluzioni su alimentazione e nutrizione. Da un punto di vista sociale, poiché la povertà e l'insicurezza alimentare sono strettamente associate, è necessario compiere sforzi per ridurre il livello di povertà negli Stati Uniti”... e, aggiungiamo noi, anche nel nostro Paese, come testimoniato dalle evidenze dei sistemi di sorveglianza di popolazione, quali: “OKkIO alla Salute”, “HBSC”, “PASSI” e “PASSI Argento”. Infatti, il primo determinante per la malattia e la mortalità è l’appartenenza alla classe sociale, come ama sottolineare da diverso tempo Sir Michael Marmot, l’epidemiologo che più di altri ha studiato le ineguaglianze sociali in rapporto allo stato di salute. [2]


Bibliografia

1 . Mozaffarian D, Fleischhacker S, Andrés JR. Prioritizing Nutrition Security in the US. JAMA. 2021 Apr 1. doi: 10.1001/jama.2021.1915. Epub ahead of print. PMID: 33792612.

2 . Sir Michael Marmot. “La salute disuguale: la sfida di un mondo ingiusto” - Il Pensiero Scientifico Editore 2016

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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