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Digiunare allunga la vita?

La scienza è da diverso tempo interessata a studiare gli effetti del digiunare sull’allungamento della vita e sulla salute, ed ha coniato l’espressione “Restrizione Calorica”.

Digiunare allunga la vita?

L’uomo è stato attratto dal “digiuno” anche in epoche caratterizzate da penuria alimentare. E la gran parte delle religioni, sia animiste, politeiste o monoteiste, ha nell’osservanza dei riti, la pratica del digiuno periodico. La ragione, probabilmente, risiede nel fortificare lo spirito per meglio affrontare i morsi della fame ed evitare il cannibalismo e l’aggressività per i propri simili.


Nell’attuale momento storico di sovrabbondanza alimentare, nel quale avremmo bisogno di attenuare la sensazione di fame (più mentale che gastrica) il digiunare potrebbe avere positivi effetti nel recuperare la padronanza dell’appetito ed offrire un campo di indagine alla ricerca in psicologia. In verità, la scienza è da diverso tempo interessata a studiare gli effetti del digiunare sull’allungamento della vita e sulla salute, ed ha coniato l’espressione “Restrizione Calorica” in luogo del semplice “fare la fame”.


La restrizione calorica senza la malnutrizione, infatti, è un’ipotesi oggetto di indagine vecchia di alcuni decenni da parte della scienza della nutrizione e dell’invecchiamento “attivo”. Invece, il digiunare per brevi periodi, il quale sembra avere anch’esso effetti positivi sulla salute, è una tesi scientifica indagata più recentemente, ma ugualmente promettente al pari del digiuno. Assumendo il punto di vista di entrambi, quali sono le indicazioni che emergono dalla letteratura scientifica e che cosa possiamo fare in concreto per stare meglio in salute ed invecchiare bene?


Per rispondere alla domanda ci riferiremo a due lavori, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, i quali offrono la cornice concettuale ad alcuni importanti studi di review sull’argomento [1-2]. Il primo chiarisce i termini della restrizione calorica prendendo come riferimento i primati, il secondo esamina i lavori in riferimento a particolari forme di digiuno.

 

Intanto, iniziamo col dire che l'invecchiamento è uno dei determinanti delle malattie degenerative ed è un fattore chiave nel declino complessivo delle prestazioni fisiche e mentali.

E gli interventi che rallentano il processo di invecchiamento possono ritardare o prevenire diverse malattie croniche e migliorare la qualità della vita in età più avanzata. 

Che cosa intendiamo per restrizione calorica? Usiamo questo termine per riferirci ad una riduzione del 20-40% dell’apporto calorico totale giornaliero. Mentre per la restrizione dietetica si intende un ambito più ampio di interventi dietetici che comprendono quelli con specifici macronutrienti e con diversi modelli alimentari. La restrizione calorica è l'intervento non genetico più studiato e riproducibile per estendere la speranza di vita media o la durata della vita in molti organismi viventi, dai lieviti unicellulari alle scimmie. E 'iniziato con un semplice esperimento in cui una riduzione dell'apporto alimentare (cioè la restrizione calorica) ha esteso la durata della vita dei topi [3], fornendo una base per studiare sperimentalmente la relazione tra l'alimentazione e la biologia dell'invecchiamento.

Una chiara comprensione della biologia dell'invecchiamento, in contrasto con la biologia delle singole malattie legate all'età, potrebbe essere il punto di svolta critico per nuovi approcci nelle strategie preventive per facilitare un sano invecchiamento anche nell’uomo. La restrizione calorica offre, infatti, un potente paradigma per scoprire le basi cellulari e molecolari per l'aumento della vulnerabilità complessiva delle malattie correlate all'età che sono condivise da tutte le specie di mammiferi. La restrizione calorica è efficace nell’aumentare la durata della vita media nella maggior parte dei ceppi di roditori da laboratorio e ritarda anche l'insorgenza di malattie legate all'età [4-7].
Essa estende la durata della vita non solo nei mammiferi, ma anche nella maggior parte delle specie che vivono poco, compresi i lieviti unicellulari, i nematodi e gli invertebrati.
In tali specie c'è stato un rapido progresso nell'identificare i potenziali meccanismi di restrizione calorica [8-12], in quanto sono particolarmente adatti per lo studio dei meccanismi bio-molecolari a causa della relativa facilità nella loro manipolazione genetica, nella relativa bassa estensione genetica e di sviluppo, a basso costo. Ciò ha ridotto significativamente il lasso di tempo per il completamento degli studi sulla longevità. Una domanda chiave alla base di questi lavori è se la biologia della restrizione calorica, e la sua capacità di ritardare l'invecchiamento e l'insorgenza della malattia, possa essere applicata anche per l'uomo e la salute umana.

La definizione di restrizione dietetica è stata ampliata da una descrizione alternativa della restrizione calorica per comprendere anche un ambito più ampio di interventi, tra cui il digiuno a breve termine, il digiuno periodico, le diete mima-digiuno, il digiuno intermittente, le diete normocaloriche con determinate carenze (in particolare di alcuni macronutrienti, come le proteine, i carboidrati, ecc). La maggior parte di questi interventi, relativamente nuovi, è segnalata per avere effetti benefici sulla salute generale e, in alcuni casi, sulla longevità. Il digiuno è un intervento dietetico estremo che descrive sia una completa mancanza di assunzione di cibo sia un 60% o più di restrizione alimentare. Il digiuno intermittente si riferisce a praticare questo intervento a giorni alterni, mentre il digiuno periodico alla limitazione calorica per due o più giorni ogni due settimane, mesi, ecc. La restrizione calorica e  il digiuno hanno effetti simili, ma spesso distinti su una serie di biomarcatori (ad esempio, la riduzione del glucosio ed i livelli di insulina), suggerendo che i meccanismi coinvolti sono parzialmente sovrapposti [13]. Sia il digiuno intermittente che quello periodico può aumentare la durata della vita, anche quando non vi è poca o nessuna complessiva diminuzione dell’apporto calorico [14-15].

Oltre al digiuno periodico o intermittente, come alternative alla riduzione calorica, la restrizione di macronutrienti specifici, senza la restrizione di calorie, è tra gli interventi più promettenti che sono emersi nel promuovere l'invecchiamento in buona salute negli esseri umani. Tra i diversi tipi di restrizione macronutrienti, il ridotto apporto di proteine ​​e amminoacidi è il più efficace intervento pro-longevità [16-17]. Il semplice ridurre l'assunzione di proteine è ​​in grado di fornire un impatto altrettanto potente sulla durata della vita al pari della restrizione dietetica in diversi modelli animali [16]. Una recente analisi del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) ha mostrato che una ridotta assunzione di proteine ​​è associata con una bassa mortalità complessiva per coloro che hanno meno di 65 anni di età [18]. Inoltre, un alto contenuto di carboidrati, in una dieta a basso contenuto proteico, ha determinato una maggiore durata della vita ed una migliore salute cardiometabolica, nonostante l'aumento dell’assunzione di cibo e di incremento del grasso corporeo [19-20]. Inoltre, la riduzione nell’apporto alimentare di un singolo amminoacido-essenziale in una dieta normocalorica ha aumentato la durata della vita media e la resistenza allo stress [21-25]. Nelle mosche, l'aggiunta di amminoacidi-essenziali in una dieta con restrizione calorica, ha ridotto la durata della vita nella stessa misura di quelle senza la restrizione calorica [17]. 

La dieta con riduzione di metionina (un aminoacido essenziale presente soprattutto nei prodotti di origine animale, come ad esempio: coscia di tacchino, costolette di maiale, tacchino, formaggio svizzero, speck, lonza, costatine e lombo di maiale, tonno in salamoia, bistecca di manzo, bresaola, ecc.) ha aumentato la vita media nei roditori da laboratorio, con una diminuzione delle malattie legate all’età e una maggiore resistenza allo stress ossidativo, in parte a causa di un aumento della capacità antiossidante [25-29]. Anche una dieta con una riduzione del triptofano (contenuto abbondantemente in yogurt, latte, formaggio, manzo, maiale, tacchino, pollo, pesce, crostacei e uova) ha aumentato la longevità e ha ridotto il decadimento legato all’età [23-24,30]. Questa dieta a ridotto apporto di triptofano è stata soprattutto studiata per i benefici neurologici, a causa del suo ruolo nella sintesi della serotonina. 

Infine, la più recente e famosa dieta mima-digiuno, costituita da un bassissimo contenuto calorico e proteico, che porta alla risposta fisiologica simile al digiuno, tra cui una riduzione dei livelli di glucosio e di IGF-1 ed un aumento dei livelli di corpi chetonici e di IGFBP-1, ha indotto una maggiore aspettativa di vita e ringiovanito il sistema ematopoietico, promuovendo al contempo la neurogenesi negli adulti [31]. Sulla Dieta Mima-Digiuno ci soffermeremo in uno dei prossimi articoli e prometto, mio caro lettore domenicale, di offrirti delle “dritte” per poterla mettere in pratica, senza dover ricorrere all’acquisto del kit.

In apertura di questo articolo, abbiamo accennato al ruolo del digiuno nei diversi credi religiosi. Nel desiderio di chiarire meglio questo aspetto non secondario nella storia dell’uomo, riporto di seguito un passo dal libro di Isaia, che così scrive [Is 58,3-14]:

«Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?. Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni. Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate. Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare, allora troverai la delizia nel Signore. Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l'eredità di Giacobbe, tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato.»

Bibliografia

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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