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La politica al Comune di Foggia ai tempi delle inchieste giudiziarie

Assenteismo al Comune di Foggia: 13 dipendenti arrestati  e 7 sospesi dal lavoro

E sono 3. Cosa? Gli avvisi di garanzia "collezionati" dal sindaco di Foggia, Franco Landella, in soli 2 anni. Omissione di atti d'ufficio (questione ex tribunale), sversamento illecito di rifiuti (discarica ex Agecos), concorso in peculato (questione ex Aipa). Il Sindaco, in tutte le occasioni, si è dichiarato "sereno", pronto a confrontarsi con la Magistratura, "atti dovuti" per consentire la prosecuzione delle indagini. Certo, un "avviso" è appunto a garanzia di chi lo riceve. Cioè, diciamo che è la modalità con cui la magistratura comunica che sono in corso delle indagini. Niente di che, quindi? Al di là di quel che accadrà o che è già accaduto (perché dopo le dichiarazioni di serenità non ci sono stati ulteriori aggiornamenti sulle "notizie" di reato) quel che si rileva è che la nostra città, anche in questo caso - ed in un certo senso potremmo anche felicitarcene - non assurge agli onori della cronaca politica nazionale. Cioè...immagino che se Franco Landella fosse stato del PD, avremmo avuto almeno un qualche consigliere (dell'attuale maggioranza e "parente" prossimo di un assessore) pronto a tappezzare la città di richieste di dimissioni; se fosse stato dei Cinquestelle avremmo avuto l'intero PD all'attacco, non tanto sul punto dell'accusa, quanto su diciamo vicissitudini politiche. Invece, il nostro Sindaco (ma lui ne è orgoglioso) è di Forza Italia, partito che solo qualche anno fa sarebbe stato "infilzato" allo spiedo, scontando le pene del ben più noto (e non se ne è fatta mancare alcuna) Berlusconi. Al di là degli avvisi di indagine in corso (forse qualcuna sarà anche decaduta), al di là del fatto che il Tg1 non abbia ritenuto opportuna l'apertura delle news, così come accaduto invece con il sindaco pentastellato, con tutto il profluvio di botta e risposta dei maggiorenti dei due partiti contendenti (PD e 5Stelle, appunto) e con tanto di mancata considerazione da diffondere urbi et orbi, tanto da farci sentire dei veri provincialotti, il nostro "povero" sindaco deve ingoiare anche il rospo dei tanti, troppi assenteisti, tra cui un dirigente, estremamente affettuoso con sua moglie. Anche in questo caso (tolto il clamore che forse fra qualche ora ci regalerà anche "l'Arena" di Giletti dopo "La vita in diretta" - quest'ultima tanto osannata quando felicemente si occupò della piccola Ortisei nata a Foggia con tanto di bancarelle di legno nel periodo natalizio) il Sindaco è apparentemente sereno perché, in fin dei conti come lui stesso sostiene, nessuno si era lamentato delle troppe assenze - però pagate con i soldi pubblici - di chi avrebbe dovuto gestire un ufficio di una certa importanza. Quindi può bastare il "ci costituiamo parte civile". E mi pongo una domanda. Se fossi sindaco, ben felice però di non esserlo, cosa farei? La risposta è bella e pronta. Mi dimetterei. Non certo per darla vinta a chicchessia, forte come sarei della mia innocenza - non solo presunta - su ogni fronte, ma per rinserrare le fila. Insomma, se è vero che su ogni vicenda si sta alzando un polverone (e voglio ricordare che la magistratura ha ben chiarito che oltre che della mala comune si sarebbe occupata dei cosiddetti "colletti bianchi") è anche vero che forse - al di là dell'apparato burocratico - sarebbe opportuno rimescolare le carte, evitando di utilizzare il bilancino politico e pensando, invece, a come portare questa città sulla strada giusta (sempre che si sia capaci!). E invece? Sembra che si insegua sempre e solo la cronachetta, il botta e risposta con questo o quello senza avere una visione d'insieme, prospettica. Pensando più alla politica che all'amministrazione. Allora, se il consiglio comunale è quello che è, eletto, - e nessuno se la prenda a male -, forse la Giunta potrebbe essere rivista e corretta (nessun assessore, compreso quello direttamente responsabile, ha avuto nulla da dire sull'accaduto?). Questo sarebbe almeno auspicabile (tranne che il Sindaco non decida di gettare la spugna, ma appare alquanto azzardato anche il solo pensarci!) come anche una shakerata alla macchina dirigenziale. Quanti sono i dirigenti non indagati? Ma, si sa, ora c'è - ma c'è o no? - da approvare il bilancio. Quindi tutti allineati e coperti, almeno per questo, forse! Poi, si vedrà. Ma intanto quel che abbiamo visto già può bastare. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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