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Le nuvole parlanti

A Troia i "terroni" del nobile fumetto coltivato da Alessandro Guida e Marco Lepore

I giovani Alessandro Guida e Marco Lepore sono gli ideatori del "Terroni Festival", una nuova kermesse che intende unire letteratura e fumetto. Direttore artistico dell'evento, che si terrà a Troia nei giorni 8 e 9 ottobre, il noto autore foggiano Giuseppe Guida

A Troia i "terroni" del nobile fumetto coltivato da Alessandro Guida e Marco Lepore

Abbiamo chiesto ad Alessandro e Marco, nuove promesse del mondo fumettistico, di parlarci del Festival, ma anche dei loro sogni e di come, con tenacia e creatività, stanno riuscendo a realizzarli.

I giovani Alessandro Guida e Marco Lepore sono gli ideatori del Terroni Festival, una nuova kermesse che intende unire letteratura e fumetto. Del resto, come diceva il grande Higo Pratt "Bisogna leggere molto per fare un buon fumetto. Anche cinquanta libri per tirarne fuori venti pagine". Direttore artistico dell'evento, che si terrà a Troia nei giorni 8 e 9 ottobre, il noto autore foggiano Giuseppe Guida. Abbiamo chiesto ad Alessandro e Marco, nuove promesse del mondo fumettistico, di parlarci del Festival, ma anche dei loro sogni e di come, con tenacia e creatività, stanno riuscendo a realizzarli.

Alessandro, come è nata l'idea per Terroni Festival?

L 'idea è nata dal desiderio di assecondare le nostre passioni, tra tutte il fumetto. Guardandoci intorno abbiamo notato che il fumetto è ancora considerato un prodotto di artigiani al servizio di case editrici intente a creare prodotti dallo scarso valore artistico. Il fumetto è da considerarsi un contenitore al cui interno sono presenti tutte le sfumature artistiche, dalla letteratura sino al cinema. Come esseri empatici quali noi umani, dobbiamo smettere di etichettare ogni aspetto della nostra esistenza, ogni emozione oppure ogni oggetto. Tutto fa parte della totalità che è la vita, e per questo dobbiamo circondarci di bellezza e non di muri, che escludono l’orizzonte.

Ormai con Marco formate un duo collaudato, quali altri progetti avete per il futuro?

Oramai io e Marco siamo un unica entità, fatta di emozioni e desideri. Il nostro obiettivo è di persistere sulla strada della creatività e di rendere Terroni Comix una realtà itinerante; dato che la staticità è a noi estranea. 

Come artista che riferimenti stilistici hai?

I  miei riferimenti artistici sono molteplici, sicuramente quelli che hanno influenzato maggiormente il mio tratto sono stati Moebius, Tanino Liberatore,Andrea Pazienza ed Enki Bilal. Sin da piccolo hanno avuto un fortissimo ascendente sulla mia crescita artistica, l’incontrò fatale fu con il RanXerox di Tamburini e Liberatore, un'opera imprescindibile per la mia formazione. Grazie alla lettura di quel fumetto il mio stile ha subito l’influenza della magnifica ricerca anatomica e dell’uso delle chine del maestro Liberatore


Marco, come siete arrivati a ideare questo festival?

L'idea per questo festival nasce come tutte le idee per caso durante una delle nostre lunghe e piacevoli chiacchierate. Ma il terreno fertile era pronto da circa un anno. Io e Alessandro avevamo voglia di creare qualcosa di nostro, di creare un evento che potesse unire il fumetto con la letteratura, la poesia, il cinema. 

E il nome? Terroni è un nome di forte impatto, direi politically scorrect…

Il nome è evidente vuole essere una provocazione, ma anche lo spunto per una riflessione. Nel corso del Novecento il termine terrone è stato utilizzato con una connotazione dispregiativa al fine di indicare gli abitanti delle regioni meridionali della Penisola italiana. L’etimologia del termine rimanda alla figura del contadino, nella veste di villano e cafone, dedito alla coltura dei campi, in un’area geografica caratterizzata da un’agricoltura arretrata. Negli ultimi anni però abbiamo assistito a una rivalutazione in senso positivo, il legame con la terra diventa motivo di orgoglio soprattutto tra i giovani. La terra è vita. Ci riporta così all’idea e al sentimento di sentirci non solo o propriamente meridionali ma cittadini del mondo.

 

Marco, letteratura e fumetto sono un binomio invincibile, non per niente si parla di letteratura disegnata. Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Un fumetto può e, oserei dire, deve, in molti casi, essere letteratura. Non deve essere solo un prodotto da edicola o libreria, oppure un lavoro per professionisti stipendiati da case editrici. Gli autori che preferisco sono senza dubbio Hugo Pratt, Zerocalcare, Moebius, Max Frezzato, Alan Moore, Matt Groening. 


Che novità intende proporre il Terroni Festival

Nel Terroni Festival vogliamo creare una contaminazione tra fumetto e le altre forme d'arte, che riteniamo nient'altro che una semplificazione di genere. L'arte è tutt'uno, come la cultura, la bellezza. 

Qualche anticipazione sugli ospiti?

Nessuna anticipazione, stiamo facendo salti mortali per ospitare grandissimi autori soprattutto quelli più disponibili a condividere il nostro stato d'animo, con lo stesso entusiasmo, con lo stesso desiderio di spendersi per un evento culturale che arricchisce tutti. Posso però anticipare che il nostro direttore artistico sarà Giuseppe Guida, che non ha bisogno di presentazioni e ha subito accolto con grande entusiasmo la nostra proposta. Ed è già una garanzia.

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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