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Le nuvole parlanti

Emilio Pagani: da "Il Vernacoliere" all'esorcista "Don Zauker", il fumetto che salva dal conformismo e dalle ovvietà

Emiliano Pagani è tra i più importanti e significativi autori del panorama fumettistico italiano. La sua carriera inizia sulle pagine de "Il Vernacoliere", mensile di satira e umorismo, nato a Livorno, al quale hanno collaborato molti importanti figure del fumetto italiano tra i quali Moreno Burattini, Max Greggio, Daniele Caluri

Emilio Pagani: da "Il Vernacoliere" all'esorcista "Don Zauker", il fumetto che salva dal conformismo e dalle ovvietà

Il fumettista e sceneggiatore Emilio Pagani

Insieme a Caluri scrive e disegna le avventure del suo personaggio più importante, Don Zauker, prete esorcista, bestemmiatore, donnaiolo, iracondo, bugiardo, razzista e violento, che rappresenta un eccellente esempio di satira anticlericale.

La serie, inizialmente pubblicata su Il Vernacoliere poi con Feltrinelli Comics, è vincitrice di numerosi premi nazionali ed è stata tradotta anche in francese e spagnolo. Le avventure del Don si chiudono con "L'ultimo esorcismo", il volume inedito della serie uscito a marzo nelle librerie per Feltrinelli Comics, che arricchisce ulteriormente una nuova raccolta di storie pubblicate in origine sul “Vernacoliere”, appositamente riviste dagli autori per il diabolico piacere dei fan. (Proprio nel momento in cui sembrava aver appeso il crocifisso al chiodo, Don Zauker sarà chiamato per un'inattesa missione e il prete esorcista si sacrificherà con il suo noto eroismo per portarla a termine.)

Da ricordare anche altre opere dell'artista. Nel 2015 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore per alcuni albi di Dylan Dog, poi per Tunué pubblica la graphic novel Kraken, stavolta con i disegni di Bruno Cannucciari, un'opera che vince il premio Romics e il premio Boscarato come miglior fumetto italiano e che viene pubblicata in Francia, Belgio, Polonia e Spagna. Con Daniele Caluri, oltre alla serie di volumi  di Don Zauker, pubblica anche Nirvana, saga di 14 numeri, edita da Panini, storia che racconta le avventure di Ramiro, cialtrone delinquente sotto protocollo protezione testimoni, a cui viene data sempre una nuova, improbabile, identità dall'ispettore Buddha.

Emiliano qual è il tuo primo ricordo legato ai fumetti?

Ho sempre letto fumetti, fin da piccolo. Fumetti di tutti i tipi a dire il vero e li leggevo ovunque: al mare, in casa, seduto sotto al tavolo di cucina, in auto, a scuola, in vacanza e ovviamente in bagno, luogo deputato per eccellenza alla lettura (e alla creazione) di nuovi fumetti.

Quando hai deciso di diventare sceneggiatore e come hai iniziato il tuo percorso lavorativo?

In verità mi ci sono trovato per caso. Ho iniziato scrivendo e disegnando le mie tavole che pubblicavo sul Vernacoliere. Ecco, il Vernacoliere è stato per me un’ottima opportunità, oltre che un’ottima palestra. Poi, dopo un periodo in cui mi ero stancato di disegnare e volevo addirittura smettere, mi sono trovato con Daniele Caluri e lì ho capito che avrei magari potuto limitarmi a scrivere storie che lui, infinitamente più bravo di me nel disegno, avrebbe disegnato. Da lì è nata la mia carriera di sceneggiatore.

Ci sono degli artisti che ti hanno ispirato? Tra gli sceneggiatori chi ti piaceva e perché?

Io adoro Garth Ennis su tutti. Lo reputo capace di scrivere qualsiasi cosa: storie grottesche, stupide, volgari, divertenti, anche altamente drammatiche, avvincenti, esaltanti, commoventi. Poi diciamo Alan Moore e Grant Morrison, oltre a Manu Larcenet e Enrique Sanchez Abuli.


Come è nato Don Zauker? Non hai pensato che sarebbe stato rischioso un personaggio estremo ma legato al mondo religioso?

No, al contrario. Don Zauker è nato come valvola di sfogo, mia e di Daniele, in un periodo (in piena epoca Giovanni Paolo II) in cui la Chiesa era onnipresente su tutti i mezzi di informazione. Lo abbiamo fatto principalmente per noi, come tutto quello che facciamo, del resto. Non facciamo mai calcoli di convenienza o altro. Facciamo le cose che ci diverte e ci appassiona fare, il resto viene da sé.


Come si svolge la tua giornata lavorativa?

Eh, bella domanda. Citando Conrad, potrei dire: come faccio a spiegare a mia moglie che quando sto fissando il vuoto fuori da una finestra sto in effetti lavorando? Chiunque faccia un mestiere creativo non stacca mai e non ha orari precisi, ma è sempre alla ricerca di un’idea, di uno spunto, di qualcosa in grado di accendere una scintilla. Poi, quando avviene, ognuno si organizza come crede per la parte di scrittura, ma quella, credimi, è solo l’ultima cosa.


Sei mai stato tentato dal lavorare su serie regolari? Oppure preferisci essere tu a creare personaggi?

In verità, sempre con Daniele Caluri, abbiamo creato e portato a compimento Nirvana, una serie regolare da 14 numeri, più due spin off, inizialmente pubblicata da Panini Comics che a breve avrà una nuova vita, con un altro editore. Poi ho scritto qualche storia per Dylan Dog, ma se devo dire la verità preferisco creare io i miei personaggi, i miei mondi e le mie regole.

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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