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Siamo proprio arrivati alla frutta, quando la sprechiamo intollerabilmente insieme alla verdura

Pochi metterebbero in discussione i benefici di frutta e verdura per la salute umana e del pianeta: ogni anno ne vengono prodotte due miliardi di tonnellate, sufficienti per la popolazione mondiale

Siamo proprio arrivati alla frutta, quando la sprechiamo intollerabilmente insieme alla verdura

Eppure, quasi la metà della frutta e della verdura va persa o sprecata (il 22% viene perso nella catena di approvvigionamento dopo la raccolta fino alla distribuzione) e la disponibilità in realtà non soddisfa i requisiti globali per un'alimentazione sana e sostenibile per tutti.

Pochi metterebbero in discussione i benefici di frutta e verdura per la salute umana e del pianeta. Frutta e verdura sono ricche di nutrienti e la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di consumare almeno 400 g al giorno si basa sull'evidenza della riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tumori. L'impronta ambientale* dei sistemi alimentari sembra essere ridotta anche dal passaggio all’alimentazione a base vegetale e EAT–Lancet promuove il consumo di 500 g di frutta e verdura al giorno per la salute del pianeta. Abbiamo qui due pilastri per la promozione della salute: messaggi per consumare di più, anziché meno, di cibo di un gruppo alimentare (l’ortofrutta) e messaggi su cui la scienza sembra inequivocabile.

Purtroppo, a livello globale, la filiera dell'ortofrutta - dai campi alla tavola, passando dagli aerei ai supermercati, fino al consumatore - risente grandemente della perdita e dello spreco, dei “chilometri alimentari” e dei cambiamenti climatici. Ogni anno vengono prodotte oltre due miliardi di tonnellate di frutta e verdura, sufficienti affinché la popolazione mondiale soddisfi queste raccomandazioni. [1] Eppure, quasi la metà della frutta e della verdura va persa o sprecata (il 22% viene perso nella catena di approvvigionamento dopo la raccolta fino alla distribuzione) [1] e la disponibilità in realtà non soddisfa i requisiti globali per un'alimentazione sana e sostenibile per tutti. E così, mentre il messaggio nutrizionale è sicuro, la capacità di consegnare le merci è molto meno certa. Sono necessarie, pertanto, innovazioni tecnologiche e politiche per migliorare l'offerta e garantire alla popolazione mondiale l’accesso alle 5 porzioni - due di frutta e tre di verdura - raccomandate al giorno. Anche di fronte alla insufficiente disponibilità di frutta e verdura per una popolazione mondiale in crescita e ai bisogni di salute, la perdita e lo spreco di circa la metà della frutta e verdura prodotta nei sistemi alimentari globalizzati è considerata da alcuni inevitabile, se non accettabile. Tutto questo è accettabile?

Note
* ISPRA. Footprint. www.isprambiente.gov.it/
L’Impronta Ambientale è una metodologia messa a punto nel 1990 da Mathis Wackernagel e William Rees dell’Università della British Columbia ed è un importante indicatore che consente di monitorare l’utilizzo delle risorse naturali disponibili sul nostro pianeta e, indirettamente, promuovere azioni finalizzate allo sviluppo sostenibile. L’idea di mettere a punto una impronta ambientale nasca dalla considerazione che, specie nei Paesi Industrializzati, l’attuale modello di sviluppo comporta un consumo di risorse superiore a quello che il Pianeta Terra è in grado di fornire e/o di rigenerare.

L’impronta ambientale misura quanta superficie in termini di terra e acqua la popolazione umana necessita per produrre, con la tecnologia disponibile, le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti prodotti. E’ possibile misurare l’impronta ambientale di un individuo, di una città, di una popolazione, ma anche di una azienda o di un prodotto. In particolare, per quanto riguarda l’impronta ambientale di prodotti ed organizzazioni, la Commissione Europea ha emanato la Raccomandazione 2013/179/UE, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni. La Commissione “raccomandando l'uso dei metodi per determinare l'impronta ambientale agli Stati membri, alle imprese private e alle associazioni, ma anche agli operatori di sistemi di misurazione o comunicazione delle prestazioni ambientali e agli investitori, punta a ridurre la molteplicità dei metodi e delle etichette, nell'interesse sia dei fornitori che degli utilizzatori delle informazioni in materia di prestazioni ambientali.”


Bibliografia
1 . World Food and Agriculture—Statistical Yearbook 2021 (FAO, 2021).

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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