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Le nuvole parlanti

Alessandro Di Natale, la brillante e ostinata matita del fumetto italiano

Alessandro DI Natale, classe 1982 da Alessandria, si affaccia nel mondo del fumetto in ritardo rispetto ad altri suoi colleghi, ma con molte storie da raccontare.

Alessandro Di Natale, la brillante e ostinata matita del fumetto italiano

Alessandro Di Natale

Prima di dedicarsi completamente alla sua passione per il disegno per il suo lavoro nei mercatini artigianali viaggia in tutto il mondo, ma rimane legato ai suoi sogni e alle sue origini alessandrine che ha descritto in una storia divertente pubblicata per Radio Gold.

DInaz, il suo alter ego, è anche il nome del blog da lui creato e laddove pubblica divertentissime storie a strisce che nello stile ricordano Bill Watterson di Calvin e Hobbes (di cui è fan). Di Natale è un fumettista che dimostra, con il suo essere al contempo testardo e gentile, che quando si ha un sogno non bisogna mai smettere di crederci, inseguirlo e tenerlo stretto…prima o poi qualcosa accadrà! 

Alessandro, quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo dei fumetti? Da piccolo eri un lettore?

Sin da piccolo ho sempre letto Topolino e le strisce dei Peanuts, erano gli albi che comprava  mia sorella che è più grande di me, ma ancora non era una vera passione. All'epoca ne possedevo una catasta, poi nel periodo delle scuole medie mi sono appassionato ai manga soprattutto Dragonball, del resto sono nato nel 1982, faccio parte della generazione nutrita a pane e cartoni animati.

Da chi eri attratto stilisticamente? 

Più di tutti mi piacevano Calvin e Hobbes di Bill Watterson, ma anche autori disneyani, mi sono anche allenato parecchio a disegnare i manga. Al momento sto facendo delle strisce un po' sullo stile di Watterson, non è semplice lavorare sulle strisce perché hanno dei tempi ben definiti che è difficile rispettare, bisogna esercitarsi molto, farne tantissime e trovare la giusta chiusura.

Hai un blog ma non ami molto i social...

Si, quando lavoro tanto, come in questo periodo, mi piace letteralmente estraniarmi dal mondo, anzi,  è un po' il mio obiettivo. Hai ragione decisamente non sono molto social-media-marketing, però con il blog ho un rapporto diverso, di affetto e rispetto, perchè  mi consente di dare uno spazio al mio lavoro.

Vorrei parlare della tua storia. Grazie allo stop dovuto alla pandemia hai riscoperto la tua passione e hai deciso di fare del fumetto la tua attività principale. Puoi raccontarci la nascita di Dinaz.it?

In realtà già nel 2014 avevo deciso di rimettermi a studiare come fumettista, ero in piena crisi da trentaduenne che lavora senza passione, quindi decisi di mollare tutto e cominciai a studiare alla Scuola Comics di Torino. Ormai avevo compreso che i fumetti erano il mio desiderio, lavorando cominciai a farli. L'allenamento continuo nel disegno è importante, se non lavori per otto nove ore al giorno difficilmente riesci a migliorare. L'anno dopo è arrivata la pandemia che ha bloccato l'altro lavoro che stavo svolgendo e quella è stata la scintilla che mi ha fatto decidere ed infine ho pensato ad un blog per pubblicare in autonomia le mie storie ed è nato Dinaz.it. L'ho creato completamente da solo e considera che non sono un programmatore!

Chi è Dinaz?

Dinaz è un personaggio che racconta le mie storie di vita, più o meno reali, trasportate nel mio mondo con tutte le sfighe e fortune.

Hai mai pensato di collaborare con qualche tuo collega per la realizzazione delle strisce?

Ho provato a farlo, durante quest'anno ho avuto la possibilità di collaborare con uno sceneggiatore, ma ho avuto difficoltà perchè mi sono abituato a lavorare da solo. In genere prima di lavorare sulle strisce prendo appunti, faccio bozze di idee che rimangono sul foglio, poi magari vedo il bigliettino, si amplificano le immagini e magicamente riesco ad unire il mio linguaggio  con il disegno. Il problema è che l'abbinamento con il linguaggio di un altro non funziona.

Che consigli daresti a chi vuole fare il tuo lavoro?

L'unico consiglio che mi sento di dare è quello di non focalizzarsi troppo sul cercare il proprio stile,  arriva ma occorre disegnare e scrivere il più possibile e ,tutte le volte, farlo  divertendosi.


Progetti futuri?

Prima di tutto la conclusione di un libro che raccoglie tutte le strisce che sto realizzando. È una storia adatta ad un pubblico vasto, prevedo sarà pronto verso la fine dell'anno e spero di trovare un editore serio che creda nel progetto. Poi è da molto tempo che ho nel cassetto un progetto più intimo, più autobiografico, che tutte le volte che tento di realizzare mi blocca e perciò rimando... spero arrivi il momento giusto anche per quello!

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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