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Le nuvole parlanti

Il giornalismo a fumetti di Andrea Coccia, con la "Revue Dessinée"

Giornalista, scrittore, Andrea Coccia, classe 1982, è tra i fondatori della rivista Revue Dessinée Italia, una importante realtà editoriale che tra pochissimi giorni potremo acquistare nelle librerie.

Il giornalismo a fumetti di Andrea Coccia, con la "Revue Dessinée"

Da sempre si distingue per il suo impegno per un giornalismo serio e privo di condizionamenti, è stato tra i fondatori della rivista letteraria El Aleph, della rivista di satira sociale a fumetti L'Antitempo, con la quale ha vinto il Premio di Satira di Forte dei Marmi nel. 2013 e infine, nel 2014, ha creato Slow News insieme ad Alberto Puliafitto e Andrea Spinelli Barile. 

Andrea è anche scrittore, di recente è uscito il suo ultimo lavoro Chi ha rubato la marmellata?, disegnato da Maicol & Mirko. Una sorta di manuale per spiegare come si verificano le fonti, cosa sono le fake news e come difendersi dalla disinformazione.


Andrea, sei tra i fondatori della Revue Dessinée Italia, nello specifico qual è il tuo compito all'interno della rivista?

Il mio compito è occuparmi della parte giornalistica, della selezione delle proposte e della prima fase del processo creativo che porta alla realizzazione delle storie che pubblichiamo. Prendo i contatti con gli autori per comprendere meglio che taglio dare e qual è il punto di vista migliore per i soggetti che ci propongono e li seguo nella prima fase, quella più strettamente giornalistica, di inchiesta o di reportage che è propedeutica e precede leggermente quella della creazione fumettistica, della creazione dello storyboard e della realizzazione grafica del fumetto.


Cosa distingue la Revue Dessinée  dalle altre pubblicazioni di graphic journalism? In questo caso si può parlare di graphic journalism oppure ci sono differenze sostanziali?

Ci piace dire che la Revue fa giornalismo a fumetti, non per differenziarci qualitativamente (adoriamo il genere), ma per marcare una differenza sostanziale nel metodo di lavoro. Il graphic journalism sottintende nell'immaginario di tutti un punto di vista soggettivo, quello di una disegnatrice o un disegnatore che disegna la realtà che racconta in prima persona, dicendo io e disegnandosi nel fumetto che crea. Il nostro giornalismo a fumetti esce da questa logica del racconto in prima persona e unisce alla potenza del fumetto il rigore giornalistico. Per questo le nostre storie sono sempre affidate a binomi: da una parte chi scrive, dall’altra chi disegna, in un lavoro di squadra che dura circa nove mesi e che è supervisionato e accompagnato dalla redazione sia dal punto di vista giornalistico che da quello artistico. Il lavoro finale è quindi per forza un lavoro a più mani, che si arricchisce delle competenze specifiche delle due professioni: il rigore, la giusta distanza e la verifica da una parte, la potenza del tratto, l'espressività del colore e la regia del fumetto.

La Revue Italia, ricordiamolo, è anche indipendente dal punto di vista economico, una scelta coraggiosa... 

Più che una scelta coraggiosa, una scelta inevitabile. Non si può essere indipendenti veramente se si dipende dalla pubblicità. Lo si è se si risponde direttamente alle lettrici e ai lettori. Per questo abbiamo scelto di non avere nessuna pubblicità e di basarci soltanto sugli abbonamenti e sulle vendite in libreria. È una grande sfida? Sì, lo è, ma non si possono fare le cose diversamente se si vuole puntare ad essere credibili e a suscitare fiducia in chi ci legge. Anche la scelta di pagare adeguatamente chiunque lavori per noi, più che coraggiosa, era inevitabile. La Revue esiste a queste condizioni: che sia libera e che sia giusta. E noi crediamo che in Italia ci sia un pubblico enorme che ha fame di queste cose. 

Come hai conosciuto Massimo Colella, l'uomo che ha dato il via a questo progetto ambizioso?

L'ho conosciuto sul canale Saint Martin, a Parigi, subito dopo il primo lockdown del 2020. Ci mangiammo una pizza insieme a Raffaele Alberto Ventura, l'amico comune che ci fece incontrare. Massimo, abbonato della prima ora alla Revue Dessinée francese  stava iniziando a progettare il lancio della Revue Italia e mi raccontò del progetto, chiedendomi pareri e suggerimenti. Mi innamorai da subito del progetto ed eccomi qua.


Quali sono gli ospiti e i temi trattati nel primo numero?

Ci sono 228 pagine di fumetti a colori, le uniche parti scritte sono l'editoriale e e pagine di approfondimento sulle storie. Nel primo numero si parlerà di tanti argomenti importanti: la TAV Torino – Lione, l'emergenza climatica, il calcio sociale, la precarietà dei giovani e le nuove frontiere della pornografia social, il narcoterrorismo e la rinascita del territorio. Tra gli autori troverete Francesca Mannocchi, Ferdinando Cotugno, Lorena Canottiere, Grégory Mardon, Alberto Puliafito, Éliane Patriarca, Sergio Rossi, Giorgio Pandiani, Paolo Castaldi, Emanuele Racca, Lorenzo Bonini, Stefano Scaccabarozzi, Paolo Valsecchi e Lorenza Natarella. La copertina del primo numero è stata disegnata dall'illustratore Andrea Serio.


Come proporre delle storie alla Revue e quali sono i criteri che usate per sceglierle?

Siamo sempre aperti a qualsiasi proposta, sul sito della rivista c'è un bando apposito destinato a  chi scrive e a chi disegna.

Dove potremo acquistare la rivista?

Dal sito internet della Revue o in libreria, sia di catena che indipendenti. Se la tua libreria non ce l'ha, faglielo ordinare o facci scrivere.


A parte la Revue se non sbaglio sta per uscire un tuo nuovo libro...

Si, in questi giorni sto uscendo con un libro per bambini che si intitola Chi ha rubato la marmellata?, disegnato da Maicol & Mirko. Una sorta di manuale per spiegare come si verificano le fonti, cosa sono le fake news e come difendersi dalla disinformazione. Attraverso questa avventura a fumetti portiamo le piccole lettrici e i piccoli lettori all'interno della giungla dell'informazione, guidandoli e insegnando loro come ci si orienta per non perdersi.

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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