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Le nuvole parlanti

Alessio Fortunato, "Il licantropo di Matera" posseduto dal Grand Guignol di Castellaneta

Alessio Fortunato è un fumettista, anzi un artista fuori dal comune, la cosa che colpisce in lui è il suo essere al contempo incarnazione dello spirito gotico nord europeo ma anche fiero rappresentante della meridionalità.

Alessio Fortunato, "Il licantropo di Matera" posseduto dal Grand Guignol di Castellaneta

Nasce a Trossingen in Germania, ma vive a Castellaneta, città pugliese che ha dato i natali al mito Rodolfo Valentino, si laurea a Bari con tesi sul cinema espressionista tedesco, per lo specifico proprio su Nosferatu del regista Murnau, si può dire che Harlan Draka il Dampyr era scritto nel suo destino. 

Prima di arrivare al vampiro bonelliano nei primi anni novanta, subito dopo la laurea all'Accademia di Belle Arti di Bari, vince il concorso per giovani disegnatori di Expocomics a Bari e collabora con «Epic!» fanzine di fumetti di Trani, per la quale disegna una miniserie dal titolo Città Oscura. Nel 1995 esordisce per la casa editrice Liberty di Ade Capone con Erinni Atto Zero. Con le sceneggiature di Ade Capone, disegna A0per la LibertyKor One Atto Zero, Il Potere e la Gloria ed Erinni Streep. Nel 1997 esordisce alla Star Comics con una storia di Lazarus Ledd. Dal 2003 inizia a lavorare a John Doe,su testi di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni. Sempre per l’Eura disegna anche Detective Dante e numerose storie della serie Trapassati Inc., oltre a storie brevi per le riviste «Skorpio» e «Lanciostory». Nella sua carriera ha l'opportunità di lavorare con alcuni tra i nomi più importanti del fumetto italiano: Ade Capone e Lorenzo Bartoli purtroppo scomparsi alcuni anni fa, Mauro Boselli, Roberto Recchioni, Giorgio Giusfredi e altri e da ognuno di loro trae importanti insegnamenti e suggerimenti. Uomo poliedrico e dai mille interessi, Fortunato confessa di avere l'abitudine di ascoltare musica mentre lavora e spesso condivide i brani del momento sul suo profilo social.

Alessio ti sei laureato con tesi sul cinema espressionista tedesco puoi parlarmi del rapporto che esiste secondo te tra cinema arte e fumetto?

Per quanto mi riguarda il binomio arte e fumetti è imprescindibile, il fumetto è una forma artistica a tutti gli effetti di comunicazione primaria,  del resto è nato come pittura rupestre nelle grotte degli uomini preistorici, con la raffigurazione delle scene di caccia.

Anche con la musica...

In effetti ogni volta che lavoro ad un albo nuovo ascolto musica. La musica è per me una fonte di ispirazione, è fondamentale, anzi penso che tutti dovremmo avere una colonna sonora, magari potremmo farla ascoltare agli altri con grandi megafoni. La colonna sonora della nostra vita.

Adesso un "enigma geograficosentimentale": leggo dalla tua biografia sul sito Bonelli che sei nato in Germania, hai studiato a Bari, vivi a Castellaneta,  con Lazarus Ledd hai lavorato con un editore umbro, poi con i due romanissimi Recchioni e Bartoli.  Infine il cerchio si é chiuso con il ritorno al nord, Milano, con la Bonelli... Nonostante questo tuo peregrinare lavorativo riesci a mantenere un contatto con la tua "meridionalita" ?

La Puglia è un qualcosa da cui difficilmente riuscirei  a sradicarmi. Rappresenta la famiglia, per me importantissima, è la terra della mia anima dove ammirare i tramonti  sul mare. Anni fa qualcuna ha cercato di trascinarmi altrove, ma per me il legame è fortissimo anche se nel disegno sono molto gotico, è uno stile che non non ha luce solare, ma cupezza. Sono nato in Germania, chissà che il mio stile non dipenda da questo imprinting, del resto ho sempre avuto questo tipo di propensione, sin da piccolo amavo disegnare in solitaria. Mi piace il romanticismo tedesco, sia nella musica che nell'arte cinematografica riflette il mio gusto. Amo  i cimiteri. la prima volta a Parigi sono andato tre ore al Pere Lachaise, per me è stato come essere in un giardino fuori dal tempo.

Hai lavorato con due grandi sceneggiatori purtroppo scomparsi Ade Capone e Lorenzo Bartoli, puoi parlarmi un po' della tua esperienza con loro?

Mi sento vicino alla poetica di Lorenzo e ovviamente Ade ha avuto una parte importante nella mia vita. La loro perdita è stata un fulmine a ciel sereno. Ade è stato un grande talent scout, la maggior parte dei disegnatori entrati negli ultimi in Bonelli viene dalla sua "scuola". E' stata una palestra dura, lui poteva essere amicone in privato, ma sul lavoro era serissimo, dovevi essere al passo, ci ha istruito al sacrificio e al rispetto dei lettori, della casa editrice, delle consegne. Eravamo  un gruppo di artisti ventenni e questo tipo di educazione è stata fondamentale, si era creato un rapporto familiare, non ci sono parole per descrivere la sua perdita.

Quando lavori preferisci avere la sceneggiatura in unico blocco? Ogni tanto ti concedi qualche "licenza poetica"?

Mi piace la suspense, non voglio scoprire tutto subito, ma di volta in volta. Per il mio lavoro è meglio avere la sceneggiatura a piccoli blocchi. Quando è possibile, sì, mi concedo qualche  licenza poetica, magari nella storia inserisco qualche amico, una volta ho inserito mio padre.

Tra le tue storie di Dampyr, le mie preferite sono "Il licantropo di Matera" e "Serata al Grand Guignol", si può dire che siano le tue più rappresentative?

Parlando di Serata al Grand Guignol devo dire che quella storia è stata incredibile! Pensa che vent'anni prima  io e un gruppo di amici di Castellaneta, avevamo recuperato il repertorio del Grand Guignol, avevamo formato una compagnia teatrale e facevamo delle rappresentazioni, pertanto quando mi è arrivata questa storia da disegnare, dentro me ho pensato di aver chiuso un cerchio. In quel numero c'è anche il redazionale scritto da me. Nella fase di preparazione al lavoro, mi sono documentato anche con le foto fatte da me nel teatro Grand Guignol a Parigi nel 1993,ma in quel periodo era chiuso. Adesso il Grand Guignol non esiste più, al suo posto c'è un teatro per non vedenti. Ho un legame di amore con quella storia, mi ricorda il mio passato di ventenne e ancora adesso mi sento orgoglioso di quello che io e i miei amici di compagnia facevamo.

Però la storia alla quale mi sento più legato è Il Licantropo di Matera, cercavo da sei/ sette anni di ambientare una storia tra i suoi Sassi.

Il Licantropo di Matera, rappresenta la mia parte emotiva, i miei "luoghi dell'anima", mentre il Grand Guignol incarna la mia "cultura dell'anima". Proposi di ambientarla a Matera perchè secondo me quegli spazi si adattavano benissimo alla storia, poi andò nel dimenticatoio. Alla fine con Giorgio Giusfredi anni dopo quel soggetto fu riproposto e finalmente pubblicato. Venne presentato all'interno del Matera Film Festival con una mostra delle mie tavole originali all'interno del programma Lucca (Changes) Comics

Che legame hai con Dampyr?

Devi sapere che quando mi sono laureato all'Accademia di Belle Arti di Bari ho fatto una tesi  proprio su Nosferatou, il film di Murnau. La trama è una scopazziatura del Dracula di Stoker, all'epoca il regista non voleva pagare i diritti e cambiò i nomi dei personaggi, ma sostanzialmente la storia era quella e infatti alla fine  la moglie di Stoker vinse il processo. Dovevano essere bruciate le pizze, ma per fortuna se ne salvò una per merito di un addetto del tribunale! Io in Bonelli non avevo mai spedito nulla, non mi ritenevo in linea con la linea editoriale, però nel lontano 2000 ricordo di aver spedito due tavole di Dampyr, spedii proprio gli originali non le copie come in genere si fa,  tanto che Giorgio Giusfredi le ha  ritrovate qualche tempo fa e mi ha fatto una foto. Comunque, il mio ingresso in Bonelli all'epoca era ancora lontano, avvenne poi nell' estate 2009, ricordo ancora, ero in vacenza a Lecce con Giuseppe de Luca, lavoravo ancora su John Doe.Era un sabato sera, stavamo seduti sul sagrato della chiesa principale e mi arrivò una telefonata di Lorenzo Bartoli che mi disse che c'erano delle novità sulla testata, pol il  lunedi mattina, mentre stavo in macchina per tornare a Castellaneta mi arrivò una chiamata da un numero sconosciuto: era Marcheselli, con una proposta per Dampyr.

Secondo te, è importante essere anche lettori della serie oltre che disegnatori?

Per me l'importante è dare sempre il massimo in quello che si fa e cercare fonti sui vecchi numeri, poi per quanto riguarda Dampyr, ha una continuiity serrata a differenza di altre testate. Importante è poi come ci si esprime a livello grafico e come si "sta" dentro l'atmosfera del personaggio.

Una curiosità...usi ancora la biro?

Sempre e solo biro! E'uno strumento che conosco da sempre, mi dà la possibilita di sentire la leggerezza e la freschezza della matita, non la bic, anche perchè non esiste più quella con la  punta fine ormai esiste solo la medium che non mi piace, ormai ho trovato la pentel, trovo che abbia un segno fantastico.

Progetti futuri?

C'è ancora Dampyr. Mi piace disegnare tutte quelle meravigliose ambientazioni e atmosfere dark.

C'è qualche personaggio che non hai fatto e ti sarebbe piaciuto disegnare?

Mi piacerebbe realizzare un volume con la biografia di Edgar Allan Poe, partendo dai suoi racconti. Ci spero sempre.

 

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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