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Il timore ci parla, impariamo ad ascoltarlo

La psicologia del profondo sa che dentro di noi esiste un centro, il Sé: una vera e propria guida interiore da ascoltare.

Il timore ci parla, impariamo ad ascoltarlo

Opera di Stefania Mileto (Galleria Piziarte.net)

Quella fredda inquietudine che si prova durante l’approssimarsi di una minaccia contro cui si può fare molto poco. Tuttavia, anche nella tempesta ognuno di noi ha il compito di prendersi cura di se stesso e di chi lo circonda.

Una delle cose più spaventose della peste nera che imperversò in Europa tra il 1348 e il 1349 fu il sentirla avvicinarsi. Serpeggiava attraverso le terre come un <fantasma senza radici>, come scrisse il poeta gallese J. Gethin. Viaggiatori e pellegrini parlavano di strade disabitate e superstiti ridotti in condizioni penose. Le città sbarravano i loro cancelli e gli abitanti si prostravano in disperati atti di penitenza. Gli ebrei vennero accusati di avvelenare i pozzi e le serve vennero imprigionate con l’accusa di aver infettato apposta i vestiti. Ma niente riusciva a cambiare le cose. Alcuni cronisti scrissero che in Europa morirono fino a nove persone su dieci. In molti credevano di stare assistendo alla fine del mondo, una punizione inferta da Dio per i peccati mortali. Se non si era già stati raggiunti dalla malattia, non c’era altro da fare che aspettare. A differenza della paura e del panico, che di solito vengono scatenati da una minaccia vicina e immediata, il timore è quella fredda inquietudine che si prova durante l’approssimarsi di una minaccia contro cui si può fare molto poco. E’ ciò che sta accadendo in questi giorni. La maggioranza di noi, purtroppo, non ha altre possibilità se non sprofondare in una vischiosa impotenza e sperare che la malattia non si avvicini troppo. Nei suoi primissimi usi, il termine “timore” descriveva la sensazione dell’essere resi muti e prostrati dalla presenza dello straordinario potere di Dio. L’aspetto del “tremendum” è un tratto che sempre accompagna la percezione del divino e del sacro. Tuttavia, anche nella tempesta ognuno di noi ha il compito di prendersi cura di se stesso e di chi lo circonda. La psicologia del profondo sa che dentro di noi esiste un centro, il Sé: una vera e propria guida interiore da ascoltare. Come Raffaele Morelli, noto psichiatra e psicoterapeuta, ha rilasciato in una delle sue ultime interviste, nei momenti difficili non si devono prendere decisioni, ma ricordarsi del timoniere interiore che ci abita. Non bisogna essere in balia del virus, bensì occorre prendere tutte le precauzioni del caso, continuando a seguire la propria rotta. Sempre Morelli, ha affermato quanto sia importante per la nostra psiche che essa sia a contatto con il benessere, perché se continuiamo a pensare e a parlare solamente del virus, l’angoscia che ne deriva impatta sul sistema immunitario e lo indebolisce. I bambini hanno imparato all’istante le regole di base: lavarsi le mani, non baciarsi e non toccarsi. Fatto questo, tornano subito a giocare. Ecco, dovremmo imitarli. Il senso del pericolo viene solo aumentato dal continuo parlarne. Dunque, è bene ascoltare la propria interiorità ed accogliere il disagio con fiducia. Così facendo, il disagio passa più rapidamente.

BIBLIOGRAFIA

Tiffany Watt Smith. Atlante delle emozioni umane. UTET 2017.

Umberto Galimberti. Dizionario di psicologia. Istituto Geografico De Agostini S.p.A. 2006.

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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