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Quando il peso della vita si fa insostenibile e diventa lombalgia

E’ la fatica di sostenere il peso della vita. Il dolore lombare rappresenta un gemito, a volte un grido, di una parte di noi che non ce la fa più a sostenere o sopportare qualcosa.

Quando il peso della vita diventa insostenibile e diventa lombalgia

Opera di Constantin Migliorini (custodita da galleria piziarte.net )

E’ importante ricordare che il dolore non va eliminato semplicemente con i farmaci. L’intervento principale sta infatti nel modificare qualcosa nelle proprie abitudini.

La lombalgia è una sintomatologia dolorosa localizzata alla parte bassa della schiena, sopra i glutei. A seconda dell’intensità, ci possono essere difficoltà di movimento della parte inferiore della colonna, impossibilità a piegarsi in avanti e, soprattutto, una contrattura dolorosa dei muscoli che scorrono lungo la colonna lombare. Perlopiù è dovuta a movimenti e posture scorrette, traumi muscolari, artrosi delle vertebre lombari e discopatia. Secondo un’interpretazione psicosomatica, invece, che cosa vuol dire? E’ la fatica di sostenere il peso della vita. Difatti, il dolore lombare rappresenta un gemito, a volte un grido, di una parte di noi che non ce la fa più a sostenere o sopportare qualcosa. Per esempio, un lavoro troppo pesante, una situazione problematica di tipo esistenziale, familiare o lavorativa a cui non ci si sottrae, di solito per un rigido senso del dovere o per un’incapacità di dire di no. Questo sottoporsi a sforzi eccessivi si associa spesso a una scarsa conoscenza dei propri limiti e ad un abuso delle proprie risorse: vi è una percezione alterata delle proprie forze, un atteggiamento forzato al sacrificio basato anche su un senso del dovere eccessivo. La discopatia consegue proprio a un periodo di rigida e a volte testarda sopportazione di eventi affrontati senza alcuna elasticità: il disco “schiacciato” (degenerazione discale) o che esce dalla sua sede (ernia) esprime, infatti, la difficoltà a usare la flessibilità e l’adattamento. In genere, questo atteggiamento va a scapito del piacere: la vita erotica viene trascurata e la libido si sblocca nelle radici nervose deputate alla sessualità, che escono in parte proprio dalle ultime vertebre lombari. Altre volte, alla base del “colpo della strega” è presente una visione moralistica dell’eros, di cui si temono le fantasie e le pulsioni, per cui si cerca di difendersi con la contrattura dei muscoli lombari. E’ importante ricordare che il dolore non va eliminato semplicemente con i farmaci. L’intervento principale sta infatti nel modificare qualcosa nelle proprie abitudini. Ebbene, la lombalgia chiede di fermarsi o quantomeno di rallentare, nei ritmi oppure nei modi, in uno o più ambiti del vivere. Occorre assecondare tale suggerimento, individuando che cosa ci sta sovraccaricando negli ultimi tempi e a che cosa vorremmo intimamente sottrarci. Vanno inoltre ritrovati il rispetto e la complicità con se stessi, che nascono dalla conoscenza reale dei propri limiti e risorse. Ed è necessario familiarizzare con azioni piacevoli, lontane dall’utilità e dalla produttività sociale e familiare. Svago e piacere devono far parte della propria vita ed anche l’eros deve potersi esprimere senza eccessivi moralismi e censure. 

BIBLIOGRAFIA

Dizionario di Medicina Psicosomatica. Edizioni Riza S.p.A. 2012.

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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