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Il tuo corpo parla, anche se dici bugie

Se con le parole è facile mentire, è molto difficile riuscirci con il linguaggio del corpo. Inequivocabilmente, rivela come ci sentiamo e che cosa effettivamente pensiamo.

Il tuo corpo parla, anche se dici bugie

Parlarsi non è l’unico modo di comunicare: il corpo, che lo si voglia o no, attraverso ogni gesto, ogni movimento, ogni posizione, invia continuamente dei messaggi. Se con le parole è facile mentire, è molto difficile riuscirci con il linguaggio del corpo. Esso, infatti, a nostra insaputa, inequivocabilmente, rivela come ci sentiamo e che cosa effettivamente pensiamo, al di là di quello che diciamo a parole. Possiamo classificare i gesti che compiamo quotidianamente in due categorie: i gesti primari e i gesti accidentali. I primari sono i gesti che compiamo volontariamente con lo scopo di inviare un segnale, come per esempio agitare una mano per salutare o fare una carezza per esprimere affetto. Gli accidentali sono i gesti che non hanno come scopo quello di comunicare, ma possono inviare messaggi secondari, come ad esempio, sbadigliare, tossire ecc. Queste azioni, per lo più involontarie, senza che riusciamo a rendercene conto, possono dire molto su di noi e sui nostri stati d’animo, anche se preferiremmo tenerli nascosti. Difatti, il corpo rivela ciò che stiamo provando anche se, con le parole o con l’espressione del volto, tentiamo di mascherare i nostri sentimenti. In particolare, nella relazione di coppia esiste una speciale capacità di captare la comunicazione non verbale. Questo perché il linguaggio amoroso e degli affetti si esprime, soprattutto, con gli atteggiamenti e i gesti del corpo. Quando pensieri e comportamento non concordano, si crea nella persona uno stato di tensione a livello muscolare, e la comparsa di gesti involontari riflette il conflitto tra quello che si prova interiormente e quello che si vorrebbe lasciar apparire esternamente. Così, se in una conversazione si tenta di ingannare l’altro o non si è completamente sinceri, aumentano i contatti delle mani con la faccia. Gesti apparentemente innocui, come toccarsi ripetutamente il naso, grattarsi un sopracciglio o coprirsi la bocca, possono rivelare che la persona sta vivendo un momento di insicurezza o di tensione, che cerca di scaricare attraverso questi movimenti. Anche muovere di più il corpo può essere un segnale di disagio. Inoltre, se al primo appuntamento lei gli dice: <Mi piace stare con te, mi fai sentire veramente a mio agio>, ma tiene le braccia conserte, le gambe incrociate o muove nervosamente i piedi e magari accenna a uno sbadiglio, sta mandando con il suo corpo un messaggio opposto a quello di dichiarata apertura e interesse. Il linguaggio corporeo sta quindi esprimendo quello che lei sta provando realmente in quel momento. Se un uomo, incontrando la sua compagna le dice: <Avevo un desiderio enorme di vederti>, ma la sua voce è secca, gli occhi non hanno un’espressione luminosa e nell’abbraccio il suo corpo è rigido e distaccato, che cosa percepirà lei? Molto probabilmente dubiterà della sua affermazione, perché sentirà che i due messaggi, quello verbale e quello non verbale, sono opposti. Se questo tipo di comunicazione ambigua si ripete frequentemente, creerà nella coppia disagio e incomprensione. Percepire le proprie sensazioni corporee e diventare più attenti e consapevoli a ciò che sta manifestando chi ci sta di fronte, al di là delle parole, permette di conoscere meglio se stessi e gli altri. Saper leggere il linguaggio del corpo risulta dunque molto importante.


BIBLIOGRAFIA

Francesco Padrini. La vita di coppia. Edizioni Riza S.r.l. 2004.

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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