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Quando nasce un amore?

Nasce per caso. Si tratta di coincidenze significative: circostanze fortuite, lontane da ogni prevedibilità o legge di probabilità, che preludono a sviluppi del tutto inaspettati.

Quando nasce un amore?

Opera di Danilo Di Nenno (custodita da galleria piziarte.net )

Quando frequentiamo qualcuno per raggiungere un particolare obiettivo o soddisfare un’esigenza, dobbiamo stare attenti che l’esigenza non diventi l’essenza di tutto il rapporto

Quando ci si innamora accadono cose con le quali, nella vita di tutti i giorni, non siamo abituati a confrontarci. Ad esempio, i giudizi e le valutazioni passano in secondo piano, sfumano e lasciano posto alle sensazioni e al nuovo sentimento e la fantasia e l’immaginazione hanno la meglio sugli aspetti razionali della nostra personalità. All’inizio di una storia, infatti, il desiderio prende il sopravvento e la passione ci spinge a trovare le vie per renderci più attraenti agli occhi dell’altro. Ci si sente pieni di energia, padroni del mondo, perché l’amore stesso è energia, la più potente di tutte. Non cambiamo mai così tanto come quando siamo innamorati. E questo non avviene solo per compiacere l’altro. Piuttosto, è una spinta naturale verso l’esplorazione di mondi diversi e di diverse parti di noi stessi. Di fatto, l’amore è sempre un’esperienza profondamente trasformativa che ci aiuta a tirare fuori la nostra vera natura. Gli stimoli al mutamento che possiamo cogliere da una nuova relazione amorosa investono gli ambiti più diversi: dalla vita professionale al modo di gestire il tempo libero, ogni aspetto della nostra esistenza acquisisce contorni nuovi. Spesso accade che si cerchi un partner per uscire dalla solitudine, dalla noia, per il desiderio di trasgredire o di rimettersi in gioco, a volte per vendetta verso un ex che non abbiamo ancora dimenticato. Ma le storie che partono così, e sono la maggioranza, hanno qualcosa di programmatico che rende poco autentica la relazione. Poi ci si abitua lentamente alla presenza e al corpo dell’altro e si sta insieme per mesi, a volte per anni, almeno fino a quando regge il presupposto di partenza. Quando frequentiamo qualcuno per raggiungere un particolare obiettivo o soddisfare un’esigenza, dobbiamo stare attenti che l’esigenza non diventi l’essenza di tutto il rapporto. Quando è così, c’è il rischio di vivere la relazione dentro uno schema di aspettative che uccidono la naturalezza. E in queste condizioni, anche se in qualche modo la magia si crea, è destinata a svanire non appena l’altro ci mostra un aspetto di sé diverso da quello che pensiamo ci serva. Oppure, nel peggiore dei casi, si trasforma in attaccamento, un’adesione sterile e vana a un’idea di rapporto che ci siamo costruiti nella nostra testa. Diverso è invece quando l’amore nasce per caso. Carl Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista svizzero di grande influenza, parlava di coincidenze significative: sono circostanze fortuite, lontane da ogni prevedibilità o legge di probabilità, che preludono a sviluppi del tutto inaspettati. Il loro potere è davvero sorprendente, soprattutto in amore. Anche cercare un partner con un’idea precisa di come dovrebbe essere è sbagliato. C’è chi ha bisogno di protezione e quindi cercherà un partner affettuoso e tutto coccole. Qualcuno invece ama dedicarsi all’altro e inevitabilmente si dirigerà verso persone bisognose di continue cure materne. E altri sognano il principe azzurro e rischiano facilmente di innamorarsi di abili millantatori dalle conosciute virtù teatrali. L’uomo e la donna perfetti chiaramente non esistono. Anzi, possiamo dire che le imperfezioni sono la parte essenziale: sono anche le nostre debolezze a renderci unici e speciali. Ma per innamorarci e restare innamorati è necessario accettare la dipendenza, senza sentirsi sottomessi all’altro, ed essere capaci di lasciarsi andare. La persona in grado di integrare questi aspetti può essere considerata matura e, dunque, capace di vivere un’esperienza di coppia.


BIBLIOGRAFIA

Raffaele Morelli. Come essere felici. Oscar Mondadori Libri. 2018.

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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