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E tu che emozione sei?

Nessuna emozione è giusta o sbagliata, tutte sono portatrici di un’energia utile alla propria crescita. Gli stati emotivi più salutari sono proprio quelli che arrivano all’improvviso e scardinano le certezze dentro cui ci siamo rinchiusi.

E tu che emozione sei?

Opera di Sarah Bowyer (custodita da piziarte.net)

Il mio lavoro da psicoterapeuta mi porta ad avere un rapporto privilegiato con le emozioni. E così ho scelto di parlarne nel primo articolo di questo nuovo blog. Le emozioni ci informano su ciò che sta accadendo dentro di noi. Sono messaggeri dell’anima e, pertanto, se le ascoltiamo, ci guidano verso il benessere. Aboliamo subito la distinzione fra emozioni positive e negative: ci sono emozioni che ci fanno stare bene e altre che sul momento ci fanno stare male, ma poi si riveleranno utili. Il loro scopo è sempre il nostro bene. Anche se potrà sembrare strano, gli stati emotivi più salutari sono proprio quelli che arrivano all’improvviso e scardinano le certezze dentro cui ci siamo rinchiusi. Come una folata di vento, spazzano via i dogmi, i luoghi comuni e gli schemi ripetitivi, riportandoci su una strada più autentica e più vicina alle nostre energie profonde. Ecco perché le emozioni, anche quelle più forti, spiacevoli e aspre, non vanno mai giudicate o negate, ma accolte di volta in volta per quello che sono, senza commenti, senza giudizi. Le emozioni sono nate con l’uomo. Quelle di base, ossia quelle innate, che si riconoscono in qualsiasi essere umano, a prescindere da razza, cultura, tempo e luogo, sono: disgusto, paura, sorpresa, rabbia, felicità, tristezza. Non hanno bisogno di essere apprese, siamo già predisposti geneticamente a manifestarle in determinate occasioni o di fronte a certi stimoli. Ogni emozione può avere chiaramente un’intensità diversa. Dall’unione delle diverse emozioni di base e dalla loro interazione con la propria esperienza si ottengono emozioni più raffinate e complesse. Le emozioni hanno una precisa funzione evolutiva: nascono come dispositivo di adattamento alla realtà e potente spinta istintiva che ci induce a mettere in atto i comportamenti che ci consentono di sopravvivere e di perpetuare la specie. Senza queste reazioni immediate e innate non potremmo scappare di fronte a un pericolo, ricercare e coltivare una passione, un interesse, una relazione, ma neanche mangiare o fare l’amore. Non potremmo esplorare e conoscere qualcosa di nuovo, non potremmo superare il lutto o le esperienze dolorose, né difenderci dagli attacchi. Le emozioni, anche quelle opposte tra loro, sono destinate ad intrecciarsi e rincorrersi, come vuole l’antica legge degli opposti. Sono complementari e non nemiche. Se le guardiamo in silenzio, se le accettiamo così come sono, sapranno regalarci tutto quel che ci occorre.

Bibliografia

Le emozioni. Il punto di forza delle donne. Edizioni Riza S.p.A. 2015

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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