Cerca

IL PIANETA VEGA

Galeotto fu il vento

Rubare i soldi della beneficenza non per fame, non per necessità, ma per mero spirito di avidità. Non conta la cifra ma la qualità (infima) del gesto compiuto: una piccola riflessione cruelty free per la festa del papà.

Galeotto fu il vento

Ieri mattina ho partecipato a un banchetto per sensibilizzare la cittadinanza a non macellare agnelli in occasione della Pasqua e chiaramente estendevamo l'invito a ogni tipo di animale. Generalmente la reazione dei passanti era divisa in tre gradi di differenziazione: minimo interesse (prendevano i volantini con curiosità), indifferenza (prendevano i volantini per gentilezza o perché colti di sorpresa), disinteresse totale (rifiutavano e passavano oltre). Poi c'erano le mosche bianche, che si avvicinavano al banchetto e facevano domande, e gli eroi, che hanno addirittura lasciato una donazione. Ecco, a un certo punto su una panchina dietro il nostro banchetto si è seduto un gruppetto di ragazzi. Ieri tirava molto vento e più di una volta abbiamo dovuto raccogliere il materiale che svolazzava qua e là, nonostante le pietre postevi sopra per impedirlo. Stavamo ormai per terminare la nostra mattinata di attivismo quando è arrivata una folata più forte delle altre e nemmeno le pietre sono bastate. E' volato via anche il contenitore con le offerte e i ragazzi si sono subito precipitati a raccogliere qualcosa. Noi pensavamo fosse per aiutarci e li abbiamo anche ringraziati, ma loro si sono dileguati subito senza restituirci alcunché. Peccato che fra le cose non restituite ci fossero anche 5 euro. Certo, spiccioli con cui non cambiava la nostra storia né potevamo fare grossi acquisti per le nostre associazioni, però il gesto è stato veramente scandaloso. Rubare le offerte date a un banchetto di beneficenza è come rubare dalla cassetta delle elemosine in chiesa. Siamo rimaste sbalordite perché davvero l'ultima cosa che potevamo pensare era quella. Ad ogni modo, come anche ho scritto sulla pagina Facebook dell'evento, auguriamo al ladro di diventare vegano e anche molto impegnato nel sostenere la causa. 

In questi momenti capisci una volta di più quanto il vivere senza crudeltà non sia un "semplice" impegno animalista ma un vero e proprio impegno umano. Non so quanti riescano a capire che non si tratta solo di non macellare animali, ma di rifondare l'uomo. Certo, è un impegno grande e personalmente non ho la velleità di portarlo a termine da sola. Anzi, non riesco nemmeno a impedire che una persona mi rubi 5 euro sotto il naso (a mia discolpa dico che non sapevo che qualche buon cuore avesse depositato dei soldini per aiutarci in quanto ero impegnata a distribuire volantini). Indubbiamente per non rubare basterebbe un po' di educazione civica, e parlare di "cruelty free" sembra quasi altisonante o chissà quale impegno richieda. In realtà stiamo parlando di questioni banalissime, che a volte sfociano nel minimo di buon senso e rispetto necessari per vivere nell'umana società. Eppure nonostante tanti buoni propositi, assistiamo a un vuoto comportamentale in cui sembrano fallire persino le classiche agenzie educative, dalla scuola alla famiglia, per non parlare della religione. Certo, nel mondo liquido tutto sembra svuotato di significato, quindi soprattutto i più giovani sono esposti al vivere il qui e ora, ma soprattutto l'io al centro del mondo, mentre la TV li bombarda di talent in cui devono essere sempre il top di gamma per trionfare e per superare gli altri, senza un vero esempio di solidarietà e reciprocità. Ben venga il portare avanti i propri sogni, ben venga l'impegno, ben venga il trionfo, ben venga il dare il meglio di sé, ma dobbiamo capire che cosa significa questo meglio di sé. Anche le pubblicità ci dicono che va di moda fare i cattivi ragazzi e che essere buoni è un po' da sfigati. Per questo dico che occorre rifondare l'uomo. Non esiste possibilità che le singole istituzioni di cui sopra centrino i loro obiettivi se il mondo va in un'altra direzione. Non si sta dicendo che viviamo nel peggiore dei mondi possibili; in fondo le marachelle le hanno sempre combinate tutti i ragazzi, da quando esiste il genere umano. Né si può dire che ci sia tutta una generazione perduta. Però l'asticella sembra si stia sempre spostando un po' più in là (e non mi riferisco certo all'episodio di ieri, o non solo), mentre di pari passo abbiamo avuto conquiste molto importanti sul piano umano e sociale. Eppure nel complesso la situazione resta sostanzialmente stabile nei secoli dei secoli.

Il punto focale ieri non era limitarsi a leggere un volantino in favore dell'agnello né soltanto salvare quanti più agnelli possibili dal mattatoio; il punto focale era, ed è, immedesimarsi nel prossimo, costruire relazioni di solidarietà senza barriere, nemmeno quelle di specie.

Oggi è una bella festa, quella di san Giuseppe e dei papà. Quanto è bella la figura del papà? Il papà si prende cura dei figli, della famiglia, li sostenta, provvede a loro, educa. Auguriamoci di essere tutti un po' papà di questo mondo, proteggendolo, e proteggendo noi stessi dal fare azioni - e ce ne sono tante e di tanti tipi! - che ci rendono nient'altro che mediocri.  

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione