Cerca

Forever

E pure agli uomini spuntano le tette

Perché sempre più uomini hanno mammelle, se non proprio uguali, ma molto simili a quelle femminili? Sotto il sole estivo è un fenomeno fisico in aumento che rivela delicate alterazioni ormonali e di stile di vita. Cosa sta succedendo al corpo maschile?

E pure agli uomini spuntano le tette

Il cuore del problema è uno squilibrio ormonale. Il corpo maschile produce principalmente testosterone, l’ormone “maschile” per eccellenza, responsabile di caratteristiche come la massa muscolare. Tuttavia, produce anche piccole quantità di estrogeni che, seppur in concentrazioni molto inferiori rispetto alle donne, svolgono funzioni vitali per la densità ossea, la funzione cognitiva e persino sessuale.

All’inizio ti sembra un’eccezione. Un uomo in spiaggia con il petto visibilmente arrotondato, con delle vere e proprie mammelle. Poi ne vedi un altro. E un altro ancora. Non si tratta di semplici rotolini dovuti alla vita sedentaria. In molti casi, il gonfiore del petto maschile ha una spiegazione medica: si chiama ginecomastia [2]. Ed è un fenomeno sempre più diffuso, tanto da diventare visibile anche a occhio nudo, sotto il sole di luglio.
La ginecomastia è l’ingrossamento del tessuto mammario nei maschi. Non si parla di grasso in eccesso, ma della crescita vera e propria della ghiandola mammaria. È una condizione benigna, certo, ma spesso vissuta con disagio [10, 11]. E, fatto interessante, non riguarda solo uomini in là con gli anni: è in aumento anche tra adolescenti, giovani adulti e uomini nel pieno della forma. La domanda allora è inevitabile: cosa sta succedendo al corpo maschile?


Un Petto “Sospetto”: vera o falsa ginecomastia?


er capire meglio, è fondamentale distinguere.
 La ginecomastia vera è l'aumento del tessuto ghiandolare mammario.
 La pseudoginecomastia (o ginecomastia falsa) è, invece, un accumulo di grasso nella zona del petto. A volte si manifestano entrambe le forme, in quella che viene definita ginecomastia mista. I sintomi? Gonfiore, talvolta doloroso, o la sensazione di un nodulo sotto il capezzolo [3].
Questo fenomeno non è del tutto nuovo: è comune nei neonati (per via degli ormoni materni), negli adolescenti (durante le tempeste ormonali della pubertà) e negli anziani. Ma ciò che colpisce è il suo aumento significativo: studi recenti condotti in Danimarca hanno rilevato un incremento da 5 a 11 volte in alcune fasce d’età negli ultimi vent’anni [1]. Questo dato suggerisce che qualcosa, nel nostro ambiente o nel nostro stile di vita, stia alterando il delicato equilibrio ormonale maschile. E non è un buon segno: la ginecomastia può essere un campanello d’allarme per problemi di salute più seri, come un aumentato rischio di cancro alla prostata [4], sindrome metabolica o diabete di tipo 2.


La battaglia degli ormoni: testosterone contro estrogeni


Il cuore del problema è uno squilibrio ormonale. Il corpo maschile produce principalmente testosterone, l’ormone “maschile” per eccellenza, responsabile di caratteristiche come la massa muscolare. Tuttavia, produce anche piccole quantità di estrogeni che, seppur in concentrazioni molto inferiori rispetto alle donne, svolgono funzioni vitali per la densità ossea, la funzione cognitiva e persino sessuale.
La ginecomastia si manifesta quando la quantità di testosterone diminuisce rispetto agli estrogeni o quando i livelli di estrogeni aumentano in modo sproporzionato [5].
Ma come si verifica questo squilibrio? Può essere causato da:
• un eccesso di estrogeni (dovuto, ad esempio, a farmaci o esposizione accidentale a sostanze estrogeniche),

• una carenza di testosterone (legata a problemi testicolari o ipofisari),

• un rapporto alterato tra i due ormoni, come accade durante la pubertà o con l’invecchiamento [5], oppure in presenza di malattie come l’insufficienza renale o epatica.

Un ruolo chiave è svolto dall’aromatasi, un enzima che catalizza la conversione degli androgeni in estrogeni [6]. Questo enzima è particolarmente abbondante nel tessuto adiposo, a dimostrazione del fatto che il grasso corporeo non è solo un problema estetico, ma una vera e propria "fabbrica" di estrogeni [6, 7].

I colpevoli nascosti: cosa mangiamo e come viviamo
• L’obesità: il nemico silenzioso
 Essere in sovrappeso o obesi rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la ginecomastia [7, 8]. Negli individui obesi si osserva una netta riduzione dei livelli di testosterone e, al contempo, un aumento degli estrogeni. Questo è attribuibile soprattutto all’aumentata attività dell’aromatasi nel tessuto adiposo [7, 8]. La buona notizia è che la pseudoginecomastia, causata esclusivamente dal grasso, può migliorare sensibilmente con la perdita di peso e l’attività fisica regolare.

• La dieta: un campo minato?

• Cibi processati, zuccheri raffinati e grassi non salutari: le diete ricche di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti e grassi trans o saturi favoriscono l’aumento di peso, l’infiammazione sistemica e la disregolazione ormonale. Un eccesso di zuccheri può causare insulino-resistenza, alterando l’equilibrio ormonale e favorendo l’accumulo di grasso. Inoltre, questi alimenti possono contenere sostanze come il bisfenolo A (BPA), rilasciato dagli imballaggi, che può inibire il testosterone [9].

• Fitoestrogeni: composti vegetali naturali come gli isoflavoni, simili nella struttura all’estradiolo (un estrogeno umano), possono interagire con i recettori degli estrogeni. Le fonti alimentari comuni comprendono soia e derivati, cereali integrali, legumi, frutta secca, verdure crucifere e semi di lino. Le ricerche attuali indicano che un consumo moderato di fitoestrogeni non modifica i livelli di testosterone negli uomini sani [9]. Tuttavia, un'assunzione eccessiva e prolungata (es. litri di latte di soia al giorno per mesi) potrebbe, in casi rari, indurre alterazioni ormonali.

• Prodotti animali e ormoni: latticini (latte, formaggio, gelato) e carni rosse, in particolare se non certificate come “senza ormoni”, possono contenere tracce di estrogeni e altri ormoni usati negli allevamenti. Il consumo di carne trattata con ormoni della crescita potrebbe contribuire a squilibri ormonali. Tuttavia, alcuni studi indicano che i livelli di estrogeni nel latte vaccino sono molto bassi e non vi sono prove conclusive che il consumo aumenti in modo significativo i livelli ormonali nel sangue umano. La relazione diretta tra consumo di carne/latticini e ginecomastia necessita ancora di ulteriori ricerche.

• Xenoestrogeni e interferenti endocrini (EDCs): composti chimici, naturali o sintetici, che mimano l’azione degli estrogeni interferendo con il sistema ormonale [10]. Le fonti comprendono PCB, BPA (presenti negli imballaggi in plastica), ftalati, pesticidi, cosmetici e ritardanti di fiamma. L’esposizione può avvenire tramite dieta, aria, acqua o contatto cutaneo. Gli EDCs alterano la sintesi, il metabolismo e l’attività degli ormoni naturali [10]. Anche i micoestrogeni, prodotti da funghi contaminanti di cereali e vegetali, sono una fonte da considerare.

• Lo stile di vita: non solo cibo

• Attività fisica e sedentarietà: l’esercizio regolare aiuta a mantenere il peso forma e a regolare gli ormoni. La ginecomastia vera, legata alla ghiandola mammaria, non regredisce con la dieta, mentre la pseudoginecomastia migliora con dimagrimento e allenamento. La combinazione di attività cardiovascolare e allenamento di forza può ridurre il grasso e tonificare i muscoli. Tuttavia, un eccessivo allenamento senza recupero può aumentare il cortisolo, che inibisce il testosterone e favorisce la dominanza estrogenica.

• Abuso di sostanze: il consumo cronico e abbondante di alcol danneggia il fegato, fondamentale per il metabolismo ormonale, e fa salire i livelli di estrogeni [12]. Droghe ricreative come marijuana, eroina, metadone e anfetamine sono tutte associate alla ginecomastia. La marijuana può inibire il testosterone. Gli steroidi anabolizzanti, infine, sono tra le cause principali: il testosterone esogeno si converte facilmente in estrogeni attraverso l’aromatasi, favorendo lo sviluppo della ghiandola mammaria.

• Stress cronico e qualità del sonno: lo stress prolungato, pur non essendo causa diretta, può contribuire a importanti squilibri ormonali [13]. Il cortisolo inibisce la produzione di testosterone [13]. Inoltre, la deprivazione del sonno riduce i livelli di testosterone [14]. La maggior parte del testosterone è prodotto durante il sonno, in particolare nella fase REM. Anche una sola settimana di sonno insufficiente può ridurre i livelli di testosterone del 10-15%, un calo paragonabile a quello legato a diversi anni di invecchiamento [14].


L’impatto psicologico e cosa fare


La ginecomastia, pur essendo una condizione fisicamente benigna, può avere un impatto psicologico e sociale rilevante [10, 11]. Provoca stress, imbarazzo e insicurezza, specie nei contesti sociali e nelle relazioni intime. Nei ragazzi può causare disagio, esclusione o essere fonte di bullismo.
Cosa fare?
• Controllare il peso: la strategia più efficace per prevenire e gestire la ginecomastia legata all’obesità.

• Seguire una dieta equilibrata: preferire alimenti integrali, proteine magre, grassi sani, fibre, vitamine D ed E, e zinco. Limitare cibi trasformati, zuccheri raffinati, grassi non salutari, alcol, eccesso di soia e latticini non certificati.

• Fare attività fisica regolare: alternare esercizi di resistenza e cardiovascolari.

• Evitare sostanze nocive: niente droghe illecite, attenzione agli steroidi e limitare l’alcol.

• Gestire lo stress e dormire bene: rilassamento e sonno di qualità aiutano l’equilibrio ormonale.

• Consultare il medico: in caso di gonfiore mammario asimmetrico, dolore, secrezioni, noduli duri o masse testicolari. Potrebbero essere segni di condizioni più gravi, come il cancro al seno maschile. Gli strumenti diagnostici includono ecografia, mammografia ed esami del sangue per valutare i livelli ormonali e la funzionalità epatica, renale e tiroidea.

La ginecomastia è un segnale. Ascoltiamolo e scegliamo uno stile di vita più sano per il nostro benessere generale.

Bibliografia
Elenco di lavori pubblicati nella letteratura scientifica, suddivisa per temi:
Definizione, Incidenza e Diagnosi
• Carlsen, E., et al. (2016). Increased incidence of gynecomastia in young men in Denmark.
• Braunstein, G. D. (2007). Gynecomastia. In New England Journal of Medicine, 357(13), 1229-1237.
• Lapid, L. M., & Minetti, E. E. (2018). Gynecomastia: a review of current concepts. In The American Surgeon, 84(4), 481-487.
Squilibrio Ormonale (Testosterone ed Estrogeni)
• Rohrmann, S., et al. (2007). Serum sex steroid hormones and risk of prostate cancer in the Prostate Cancer Prevention Trial. In Journal of the National Cancer Institute, 99(24), 1833-1844.
• Vermeulen, A., et al. (1999). Androgens and the ageing male. In Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 84(6), 1850-1856.
• Simpson, E. R., et al. (1994). Aromatase cytochrome P450, the enzyme responsible for estrogen biosynthesis. In Annual Review of Biochemistry, 63(1), 93-127.
Fattori di Rischio: Obesità, Dieta e Stile di Vita
Obesità
• Cohen, P. G. (2000). Aromatase inhibition for gynecomastia. In Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 85(12), 4390.
• Zumoff, B., et al. (1990). Hypogonadism and gynecomastia in obese men: role of aromatization of androgens to estrogens. In Metabolism, 39(10), 1083-1089.
Dieta (Fitoestrogeni, Prodotti Animali, Xenoestrogeni)
• Cederroth, C. R., & Zimmermann, C. (2016). Soy and phytoestrogens: potential beneficial and adverse health effects for men. In Molecular and Cellular Endocrinology, 440, 126-140.
• Diamanti-Kandarakis, E., et al. (2009). Endocrine-disrupting chemicals: an Endocrine Society scientific statement. In Endocrine Reviews, 30(4), 293-346.
Stile di Vita (Attività Fisica, Abuso di Sostanze, Stress e Sonno)
• Nordt, C., & Stoehr, S. (2019). Psychological burden of gynecomastia: a retrospective analysis. In Aesthetic Plastic Surgery, 43(1), 162-168.
• Ahtisaari, M., et al. (2012). Alcohol consumption and serum sex hormone levels in healthy men: a meta-analysis. In Alcohol and Alcoholism, 47(4), 392-401.
• Ursin, H., & Eriksen, H. R. (2004). The cognitive activation theory of stress. In Psychoneuroendocrinology, 29(4), 540-547.
• Leproult, R., & Van Cauter, E. (2011). Effect of 1 week of sleep restriction on testosterone levels in young healthy men. In JAMA, 305(21), 2173-2174.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione