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IL PIANETA VEGA

Pagine Gialle? No...Pagine Vegan!

Da poco più di due anni professionisti e attività vegan di vario genere hanno un punto di riferimento nella Rete per poter offrire i propri servizi ed essere trovati da quanti vorrebbero prodotti cruelty free sin dalle origini.

Pagine Gialle? No...Pagine Vegan!

Chi è vegano di vecchia guardia come me, conosce bene le tribolazioni attraversate negli anni per avere servizi e aziende in linea con la nostra filosofia. Per la verità il problema non è che sia del tutto risolto, soprattutto nei piccoli centri. Nemmeno le grandi città però sembrano abbondare di professionisti che abbiano questo comune sentire. C'è bisogno di fare rete. I social network hanno contribuito a far sentire i vegani meno isolati, e abbondano ad esempio i gruppi Facebook in cui possono incontrarsi, discutere, scambiarsi favori. La questione di avere però servizi ad hoc per noi persiste: a parte i ristoranti dedicati, per tutto il resto è un continuo adattarsi; e pure i ristoranti non è che si trovino a ogni angolo di strada. Ora chi leggerà senza essere vegano penserà che siamo dei pazzi fanatici (ma sicuramente lo pensava già prima, quindi non c'è da preoccuparsi). Per questo credo sia opportuno spiegarsi: non è eccesso di zelo, ma necessità di coerenza. Che già nel mondo, così com'è congegnato, ci manca a prescindere perché per quanto ci si sforzi, anche solo a usare un dentifricio o un sapone probabilmente abbiamo sottratto le viscere a qualche povero animale. Il fatto è che quando si fa una scelta senza crudeltà per la vita altrui e non per la propria (ossia per non uccidere e non per mera questione salutistica) tutto diventa importante, anche le piccole cose. Avere un'azienda che fornisca prodotti e/o servizi assicurando una filiera etica e cruelty free significa avere un anello in più della catena: non è più solo il consumatore a fare la differenza, ma anche chi produce o offre qualcosa. E questo è un passo importantissimo perché si smetta di dire che "tanto il mondo va così".

Bisogna però che domanda e offerta si incrocino: ecco allora che è nato da un po' di tempo un portale, "Pagine Vegan", che si cura proprio di questo. I professionisti si iscrivono e spiegano di che cosa si occupano, chi ha bisogno di una determinata prestazione può trovarli anche tramite la geolocalizzazione. L'iscrizione è gratuita e offre una pagina-vetrina all'azienda. Poi c'è la possibilità di avere servizi a pagamento come, ad esempio, pubblicità ulteriore. Oltre alle aziende vi si possono trovare singoli professionisti, attivisti, e sezioni come cultura e prodotti, allo scopo di dare visibilità all'imprenditoria (e non solo) impegnata a sostenere e promuovere un nuovo rapporto fra uomo, animali e natura. Tramite newsletter, interviste e iniziative di vario genere, "Pagine Vegan" vuole favorire la cooperazione tra iscritti e rendere le attività vegane sempre più compatte, aperte e forti. Il progetto è nato in seguito a un lavoro di ricerca svolto tra il 2010 e il 2013 al fine di recensire le attività improntate all’etica vegan in Italia e i risultati sono stati sorprendenti: si è scoperto che nel nostro Paese ci sono, da anni, persone che svolgono la propria mission improntandola al rispetto della vita pur essendo rimaste a lungo nell'ombra e senza un punto di riferimento attraverso il quale fare rete. Da un'idea di Dora Grieco sono nate così questa sorta di “Pagine Gialle” del mondo vegan, online dal 7 marzo 2014.

Ho voluto parlarne oggi, 1 maggio, giorno in cui si celebra la Festa dei lavoratori. Mi sembrava un momento adeguato perché appunto di lavoro si parla, ma non solo. L'etica sul lavoro è importante, a tutti i livelli: sia essa intesa come deontologia, sia come garanzia di criteri di sicurezza, di dignità o di paga adeguati, o appunto come filiera produttiva. Anche questo allora è un piccolo, grande passo per dire che essere cruelty free significa fare davvero una rivoluzione nel mondo e nella società. Si parla tanto di morti bianche, di morti sul lavoro. Come può un'azienda cruelty free non garantire i lavoratori? Quindi ecco, il quesito si pone sempre e va ben al di là dello scontro che sembra diventato atavico pur essendo così recente tra carnivori/onnivori e vegs. Domani, quando i riflettori sul mondo del lavoro saranno di nuovo spenti, quando il Presidente della Repubblica, il Papa o i vari politici passeranno al prossimo impegno in agenda, noi, che siamo i piccoli Hobbit di questa società, continuiamo invece a ricordare l'importanza di tale questione. L'etica non è un optional.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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