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Le nuvole parlanti

L'arte di Claudio Marinaccio, dai "Trentatré raggi ionizzanti" per colorare il mondo del fumetto

Claudio Marinaccio è nato a Torino nel 1982. Disegna per La Stampa, Internazionale, Rolling Stone ed è il vignettista dell’HuffPost. Nel 2016 esce il suo romanzo "Come un pugno" (Aliberti) e nel 2017 una raccolta di dialoghi e racconti cinici dal titolo "Non disturbare" (Miraggi).

L'arte di Claudio Marinaccio, dai "Trentatré raggi ionizzanti" per colorare il mondo del fumetto

Claudio, pur avendo una carriera da scrittore già impostata, ha voluto seguire la sua grande passione, il fumetto, dimostrando che se si hanno volontà e contenuti, ogni sfida può essere vinta. 

Nell'ambito di “Lettori nella Rete”, un ciclo di incontro on line, sotto gli auspici del CEPELL (Centro per il Libro e la Lettura), ideato e organizzato dagli Ambasciatori della Lettura (CEPELL) Grazia Scardaci, Paola Grillo, Pasquale Braschi, Eleonora Petrangelo, in collaborazione con Antonietta D'introno, si è svolto l'incontro con il fumettista Claudio Marinaccio. La rassegna realizza nei fatti la rete tra lettori forti, la condivisione di buone pratiche e la comunità tra vari stakeholders in tema di libri e lettura. Il format dell’incontro prevede la presentazione dell’ospite con tre oggetti, l’integrazione con gli Ambasciatori e con il pubblico tramite il Digipad, il consiglio di lettura di un albo illustrato.

Claudio Marinaccio è nato a Torino nel 1982. Disegna per La Stampa, Internazionale, Rolling Stone ed è il vignettista dell’HuffPost. Nel 2016 esce il suo romanzo "Come un pugno" (Aliberti) e nel 2017 una raccolta di dialoghi e racconti cinici dal titolo "Non disturbare" (Miraggi). Alcuni suoi racconti sono apparsi in diverse antologie e riviste. Ha condotto un programma radio dal titolo "I fuorilegge". Nel 2021 esordisce nel mondo del fumetto con "Trentatré raggi ionizzanti" per la Feltrinelli Comics. Il libro racconta, in forma di diario personale, il percorso personale di Marinaccio dopo avere scoperto di avere un tumore al braccio. Lo stile è ironico e non incline al pietismo, così come pungente è incisive sono le interviste a fumetti che l'autore pubblica per l'Huffington Post e Smoking Cat, la rivista che ha appena creato con Marco Corona e Claudio Calia. Claudio è un artista che non viene dal percorso standard di molti suoi colleghi fumettisti, non ha seguito scuole adatte ma è autodidatta, il suo è un tratto scevro da virtuosismi ma non per questo meno efficace.  Ama il rap, tanto da creare la serie "Io e il rap" e questa musica lo rappresenta completamente perché come il rap Marinaccio è un comunicatore schietto, immediato e libero da definizioni. Claudio, pur avendo una carriera da scrittore già impostata, ha voluto seguire la sua grande passione, il fumetto, dimostrando che se si hanno volontà e contenuti, ogni sfida può essere vinta. 

Claudio, qual è la forza del linguaggio del fumetto secondo te? 

Il fumetto viene dalle pitture rupestri, eppure nonostante sia così antico, è il linguaggio giovane. Il fumetto  piace di più ai ragazzi perché lo trovano più adeguato a loro.  Per questo penso che invece di parlare di crisi della lettura nelle nuove generazioni, gli autori dovrebbero imparare a scrivere in libertà, senza pensare ai lettori. 

Spesso assistiamo alla diatriba tra chi giudica il fumetto un mezzo inferiore e chi lo definisce lettura disegnata. Tu che posizione hai in merito a questa querelle? 

Diciamo che sostanzialmente il discorso è spinoso, gli stessi fumettisti ne discutono. Io credo che il fumetto è fumetto e basta, ha un suo linguaggio e  le sue regole e non ha bisogno di essere letteratura.  Il fumetto non ha bisogno di mediatori, ha un linguaggio bellissimo. Persepolis della Satrapi, ad esempio, è un modo di raccontare intelligente con l'uso di toni bianchi e neri una storia di una potenza devastante. Maus anche, con l'uso degli animali per spiegare la brutalità degli esseri umani, ma anche i reportage di Joe Sacco che sembrano portarti lì con lui e tantissimi altri esempi.

Claudio, quando è qual è stato il tuo primo incontro con il fumetto? 

Sicuramente un Topolino regalato da mio padre. Ero così fanatico che conoscevo le storie che stavano dentro solo guardando la copertina, litigavo con i genitori per leggerli sempre. Anche a tavola. Era un'ossessione. Ero piccolo e leggevo a malapena, ma aspettavo il mercoledì per andare in edicola a comprare il mio fumetto. 

Come è stato il tuo percorso professionale? 

Mentre studiavo all'università ho iniziato a lavorare in un negozio di fotografia, dopo aver fatto anche l'operaio ho un background proletario. Poi ho conosciuto mia moglie, che è cilena e sono andato a vivere nel suo Paese. Avevo tempo per riflettere, sono dovuto diventare uomo e ho dovuto tirare fuori una bella parte di me. In realtà prima disegnavo solo per diletto, poi due anni fa ho avuto un momento di rottura con la scrittura e ho deciso do dedicare tutto me stesso al fumetto. Questo passaggio al fumetto mi ha dato riconoscibilità ed è stata una cosa meravigliosa.

Poi hai conosciuto Tito Faraci… 

Tito Faraci ha visto le mie tavole e gli sono piaciute. Mi ha aiutato tantissimo, dandomi fiducia e consigli utilissimi. Ha capito il mio intento e il linguaggio del mio fumetto.

Quali sono i tuoi autori di riferimento? 

Tra i miei modelli ci sono Julia Wertz, Marjane Satrapi, Gipi, Dottor Pira e Guy Desisle. 

A Gipi va riconosciuto il merito di avere portato il fumetto in prima serata nella tv generalista… 

Gipi e Zerocalcare hanno avuto la capacità di portare il fumetto in un'altra dimensione.  Il fumetto ti fa  capire che non c'è un linguaggio unico, non c'è solo Hugo Pratt, ma ci sono tanti altri fumettisti e fumettiste che fanno cose diverse e non meno importanti. Detto questo Pratt è un gigante che ha creato un universo dove è fantastico perdersi.

Vorrei parlare di Smoking Cat, la newsletter a fumetti di cui ho appena letto il primo numero. La trovo molto bella. 

Smoking Cat è realizzata da me insieme a Marco Corona e Claudio Calia. La rivista ha avuto un  buon successo, è piaciuta l'idea. La newsletter è di 30 pagine, una decina di pagine a testa per ognuno di noi. Per il momento Smoking Cat, è gratuita e tutti e tre abbiamo massima libertà per i temi trattati, in pratica ognuno ha fatto ciò che desiderava. 

Si parla di crisi del fumetto tu che ne pensi? 

Per me che sono cinico romantico tutto va male ma ha il suo fascino anche cosi. Il fumetto è in crisi se segue il modello dei libri, ad esempio l'importanza si dà al numero di follower, ma non deve essere questo il metro per valutare un'opera. Qualsiasi opera.

Secondo te quale potrebbe essere il ruolo della scuola per favorire l'interesse per la lettura? 

Il problema è che la scuola rende tutto noioso, se lo rendesse divertente potrebbe far capire agli studenti il valore della lettura. Ad esempio la letteratura andrebbe studiata al contrario: il Novecento da piccoli e Dante negli ultimi anni. Generalmente c'è un po' di vecchiume, con tante piccole realtà che l, però, cercano di cambiare le cose.

Che suggerimenti daresti?

Dividere la letteratura per tematiche, partire dalla biografia dell'autore, dal contesto storico e sociale. Far capire che alcuni poeti e scrittori erano vere e proprie rock star, ribelli in un'epoca dove esserlo era ancora più difficile di adesso. Gli studenti poi devono essere liberi di leggere quello che vogliono di un determinato autore, non sempre libri scelti dagli insegnanti. Quando si ha un estrema liberta si diventa più responsabili, mentre se si mettono paletti si ha una risposta oppositiva. La libertà ti permette di avere responsabilità. 

Che importanza ha la satira per te? È ancora possibile fare satira in Italia?

Tanta. Io faccio vignette, per esempio ho fatto fumetto su Zelensky il presidente ucraino:lui era un attore comico e ha fatto una serie tv 'Servitore del popolo': dove interpretava un professore di storia onesto che decide di diventare presidente sfidando gli oligarchi ucraini. Dalla fiction alla realtà  Zelensky ha fondato un omonimo partito, Servitore del popolo appunto, si è candidato e ha vinto le elezioni presidenziali. In Italia c'è Natangelo che porta avanti il vecchio discorso con uno stile molto personale, poi Dario Campagna che mi fa sempre ridere, Stefano Disegni, Altan. Io nelle vignette parto dal mio punto di vista personale per criticare più la società e gli usi e costumi che la politica.

Come vedi il futuro della satira? 

La satira fa male e farà sempre male. Come ha detto Marracash tutti ci indigniamo per qualsiasi cosa però, Com'è che prima erano tutti Charlie Hebdo? La satira deve essere feroce, per esempio penso a Vincino (è colpa anche sua se disegno) aveva questo disegno tremolante ma era cattivissimo, crudele, ogni tanto serve. Per me si può ridere di tutto. Anche parlare di argomenti complessi. Io l'ho fatto anche nel mio fumetto Trentatré raggi ionizzanti, dove ho raccontato ironicamente un momento molto triste della mia vita. Usando ironia e autoironia. 

Tu disegni anche per Rolling Stone, ma che rapporto hai con la musica? 

Sto facendo un fumetto sul rap,è un tipo di musica che negli ultimi anni mi ha fatto stare bene. Salmo, Marracash, Fabri Fibra, mi fanno sentire meno solo. All'interno del mio fumetto c'è un punto in cui piango con una canzone di Frank Sinatra "Fly me to the moon".  È cambiato molto nella musica negli ultimi tempi adesso sono i rapper ad avere ereditato la rabbia dei Nirvana. E, ad esempio, "Quelli che benpensano" che è di fine anni '90 di Frankie hi nrg è ancora attuale, il che dimostra che , non siamo cambiati tanto.  "Il rap in me" ha unito parti della mia vita.

Quale progetto hai in cantiere in questo momento? 

Su Smoking Cat sto scrivendo una serie a puntate intitolata "Il Rap in me", in pratica la storia del mio rapporto con questo genere musicale. È un lavoro abbastanza lungo, uscirà a puntate. Poi ho altri due progetti in mente, ma siamo agli albori. 

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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